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Visual storytelling: 4 modi per raccontare con successo un brand

Abbiamo sentito spesso ripetere che un’immagine vale più mille parole e oggi, nell’era dei social network, ne siamo quanto mai certi, soprattutto se ci occupiamo di marketing e digital advertising.

Se dovessimo concentrare quanto detto in un solo concetto, allora sarebbe sicuramente il Visual Storytelling : non una strategia aziendale ma una vera e propria arte. Quella di raccontare il proprio brand attraverso le immagini. 

Come emergere dal flusso indistinto di informazioni?

Il web ha completamente modificato la comunicazione e la pubblicità. Non è più sufficiente rappresentare un prodotto, un servizio o creare uno slogan. Per vedere i prodotti è sufficiente accedere ai marketplace e alle loro fornitissime vetrine. Per colpire i potenziali clienti e fermare la loro attenzione serve il visual storytelling. 

Il 70% delle attività online riguarda le immagini e ogni giorno solo su Facebook vengono pubblicate più di 300 milioni di immagini. 

I social media sono il terreno più fertile per la propria attività pubblicitaria, eppure molte aziende sono restie e diffidenti: tale atteggiamento si riflette sul marketing che tende, spesso, a non tenere nella dovuta considerazione lo storytelling visuale.

Le immagini vengono elaborate dal nostro cervello 60.000 volte più velocemente rispetto ad un testo scritto perché la comunicazione visiva è più immediata e facile da comprendere.

Attenzione: non è sufficiente iniziare a pubblicare foto aziendali su Facebook o Pinterest per avere successo.
Il Director of content di Getty Images ha pubblicato una relazione in cui riduce a 4 gli elementi fondamentali di uno storytelling visuale di successo.

Ecco quali:

1 Autenticità
L’utilizzo di immagini autentiche, quotidiane e naturali aiutano il brand a “scendere dal piedistallo” e facilitano la creazione di un rapporto empatico con i potenziali clienti. Lo scatto perfetto, le luci giuste e il montaggio più adatto alla vostra identità di prodotto.
Non lasciate nulla al caso: su StarOfService sono iscritti più di 3.000 fotografi e videomaker professionisti: valutate il loro portfolio e individuate quello più adatto a voi e alla vostra identità aziendale.

Un esempio pratico: una buona immagine su Facebook ha la giusta dimensione, è ottimizzata per desktop e mobile, evita gli sfondi bianchi e preferisce colori forti. Contiene una call to action direttamente legata ai nostri obiettivi e si rivolge direttamente ai nostri potenziali clienti: coinvolgendoli e cercando di attivare una reazione emotiva.
Pubblicare l’immagine dei prodotti non funziona: essere autentici consiste nell’umanizzare l’azienda mostrando chi lavora al suo interno o dando dei consigli pratici sull’utilizzo dei prodotti nei vari contesti.

2 Sensorialità
Perché la nostra immagine raggiunga l’obiettivo di colpire l’utente è necessario che riesca ad attivare una sensazione, veicolata dall’informazione visiva. Stimolare i sensi con immagini di grandi dimensioni ad alta risoluzione e fortemente evocative vi farà più facilmente spiccare nella mischia.

Individuare dei modelli
Più dell’80% della conoscenza umana deriva dal vedere, memorizzare e conoscere la realtà. Quando si sceglie di pianificare una strategia di storytelling visuale questo elemento è fondamentale: un’immagine che trasmette un modello non riconosciuto dall’utente non aiuterà a raggiungere l’obiettivo.
Chiedersi come l’immagine verrà interpretata dall’utente è il primo passo per raggiungere il vostro scopo senza urtare o offendere nessun potenziale cliente.

4 Rilevanza
Le aziende che utilizzano immagini coerenti e rilevanti per gli utenti vengono ricordate il 44% in più delle altre.
Conoscere il proprio target di riferimento è, in questo senso, imprescindibile: gli interessi e le preferenze del vostro pubblico sono la base del vostro piano editoriale.
I social sono utili anche in questo: orientarsi seguendo i potenziali clienti per capire quello su cui pongono maggiore attenzione è un passo importante per creare una connessione comunicativa sviluppabile anche offline.

In sintesi:
Lo storytelling visuale è una potente arma, se utilizzata nel modo giusto. Partite da un buon piano editoriale che comprenda i vostri valori aziendali e le classiche 5W (cosa, come, dove, a chi e quando volete comunicare). Investite sulla qualità dell’immagine e siate di mente aperta (non tralasciate gif e meme ad esempio).

Non perdete tempo: le idee chiave, ora, le avete. Non lasciate volare via le idee: riunite il vostro team di lavoro e iniziate da subito il vostro storytelling visuale. 

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AUTHOR:

 Di Federica Maranza