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LIBERTÀ, DONNE E BICICLETTA IN UN DOCUMENTARIO

Ancora pochi giorni per raccogliere i fondi e supportare il cinema indipendente. Voglio una ruota racconta una storia d’amore non convenzionale. È un progetto della regista Antonella Bianco, che ha deciso di iniziare una campagna di crowdfunding su Indiegogo per produrre questo documentario importante, che merita di essere realizzato. 

 “Voglio una ruota non è una storia per sole donne. È per tutti quelli che pedalano, nella vita come nello sport, e vorremmo che le persone ci aiutassero a raccontarla”.
Voglio una ruota è un ritratto collettivo del rapporto tra le donne e la bicicletta. 
È una storia che inizia nell’Ottocento, quando la bicicletta divenne per le donne uno strumento di emancipazione. Prese a insulti e a sassate, le prime cicliste furono vittime di vere e proprie campagne di diffamazione che decretavano la pericolosità della bicicletta per l’unità familiare o (addirittura) per il sistema riproduttivo femminile.
Può sembrare acqua passata, ma un mezzo che oggi noi diamo per scontato è ancora vietato o socialmente malvisto per le donne di molti paesi. E in Italia c’è un buco legislativo che condanna le sportive ad essere dilettanti, con ripercussioni dal punto di vista delle tutele legali ed economiche.
Voglio Una Ruota raccoglierà testimonianze importanti, come quella di Edita Pučinskaitė, unica donna ad aver vinto Giro d’Italia, Tour de France e Campionati del Mondo. 
O quella di Paola Gianotti, Londonderry contemporanea che ha fatto il giro del mondo in bicicletta battendo di 8 giorni il record precedente ed è anche l’unica donna ad aver partecipato alla Red Bull Transiberian Extreme. 
Racconterà storie di dedizione totale, come quella di Yaya Sanguineti, atleta che corre nel team femminile BePink. 
O la storia incredibile di Eyerusalem Dino Keli, giovane ciclista etiope che contro il volere della sua famiglia ha raggiunto l’Italia pur di realizzare il proprio sogno. Le riprese sono già iniziate: 

VOGLIO UNA RUOTA: Eyerusalem from GAMERA on Vimeo.

 “Abbiamo scelto il crowdfunding perchè vorremmo che il progetto fosse davvero indipendente. È un sistema che permette un contatto diretto con il nostro pubblico e trasforma chiunque voglia contribuire anche con una cifra davvero piccola in un nostro produttore”, prosegue Antonella. “Si sta risvegliando molto interesse attorno Voglio una ruota e abbiamo già ricevuto il supporto di diverse realtà e associazioni, una tra tutte Cyclopride Italia. Con la giusta determinazione si possono davvero ottenere risultati incredibili.”
C’è tempo fino al 16 novembre per contribuire online e fare in modo che Voglio Una Ruota continui a girare. Seguite gli sviluppi su www.vogliounaruota.com , su Facebook, twitter e instagram