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CHD animation: l’animazione per pubblicità “fantastiche”

I primi Zoopper in evidenza del 2015 sono i ragazzi di CHD Animation, che si sono recentemente aggiudicati il contest Tregoo – More energy for your adventures. Di seguito una breve intervista per scoprire il loro mondo.

Zooppa: Ciao ragazzi, riassumeteci in un tweet (140 caratteri) chi siete e cosa fate.
CHD Animation@CHdanimation è uno studio con idee #originali, #fantasiose. Amiamo l’#animazione, creiamo #pubblicità e #cortometraggi. #vederepercredere

CHD Animation

I ragazzi di CHD Animation

Z: Avete iniziato con l’animazione per poi conciliare questa vostra passione con il mondo della pubblicità. È stata un passaggio facile? Quali problemi ha comportato?
Chd: La nostra avventura è iniziata ormai sei anni fa, quando abbiamo deciso di fare della nostra passione per l’animazione e l’illustrazione il nostro lavoro. Ci siamo da subito specializzati nella tecnica chiamata stop-motion, realizzando cortometraggi e dando vita alle nostre fantasie. Grazie ad un cortometraggio intitolato “Bruno libero” siamo riusciti a farci notare nel panorama internazionale, entrando nel circuito dei film festival con diverse selezione e premi. Purtroppo, per quanto bello e stimolante sia il mondo dei festival, dobbiamo ammettere che raramente “sfama” chi ha la fortuna di entrarvi. Ad esser franchi, quindi, ci siamo avvicinati al mondo della pubblicità principalmente per un fattore economico. Per fortuna il passaggio non è stato affatto traumatico, anzi, ci siamo accorti che questo campo è davvero stimolante. Se da un lato abbiamo dovuto “imbrigliare” la nostra fantasia e metterla al servizio di un prodotto video più rigido e mirato al mercato, dall’altro questo ci ha spinti ad aprire i nostri orizzonti e sperimentare nuove tecniche. I nostri prodotti sono comunque sempre permeati da un “senso del fantastico”: sfruttando il nostro background, tentiamo di dare vita a spot originali e creativi, che si distinguano dalle pubblicità classiche e risultino intriganti. Visto l’apprezzamento che abbiamo notato nei confronti dei nostri video e delle nostre idee, ci stiamo convincendo di essere sulla strada giusta…


Z: Pensando all’animazione legata alla pubblicità ci viene in mente un video di successo, Dumb Ways to Die, che è stato utilizzato per promuovere la sicurezza sulla linea ferroviaria di Melbourne. Vi viene in mente qualche altro esempio che vi ha colpito particolarmente, da esperti del settore?
Chd: Molti videomaker hanno usato la loro creatività e sfruttato le diverse tecniche dell’animazione per distinguersi nel mondo della pubblicità. Uno fra tutti è sicuramente il regista francese Michel Gondry, per esempio con i video girati per la compagnia aerea Air France. Altri spot molto famosi che abbiamo potuto ammirare in televisione e che fanno dell’animazione la loro forza sono quelli dell’ENI, dove le riprese dal vero si fondono con illustrazioni e disegni in movimento, o la pubblicità di qualche anno fa delle Poste Italiane dove veniva ricreato un mondo virtuale tra le pagine di un libro pop-up. Anche diverse aziende automobilistiche come la Volkswagen e la Nissan, negli ultimi anni, hanno introdotto l’animazione nei loro spot pubblicitari suscitando sempre curiosità e fascinazione. Ci accorgiamo con grande piacere che le tecniche dell’animazione prendono sempre più piede nel mondo della pubblicità riscontrando grande interesse sia da parte dei committenti che degli spettatori.

Z: Quali sono i vostri consigli per un videomaker che fa animazione e magari guarda con interesse al mondo della pubblicità?
Chd: Il primo consiglio che ci viene in mente è sicuramente focalizzare l’attenzione su cosa si vuole comunicare, già dall’inizio della progettazione del video, è da questo che si deve partire per sviluppare l’idea. Ricordiamo che l’animazione è un mezzo che ci viene in aiuto per stupire e rendere più interessante il nostro spot, ma il suo utilizzo dev’essere subordinato al messaggio che dobbiamo trasmettere. A differenza di un cortometraggio d’autore, uno spot pubblicitario dev’essere chiaro e di facile comprensione per un pubblico vasto ed eterogeneo, quindi ricordarsi che l’animazione non è il fine ma il mezzo. Un altro consiglio che potremmo dare ad un videomaker alle prime armi è di puntare il tutto e per tutto su idee originali e che colpiscono. L’iniziale gap tecnico che ci può essere tra un principiante e un’agenzia pubblicitaria affermata o uno studio già avviato è inevitabile, ma con il tempo e l’esperienza si ridurrà sempre di più. Invece 

aprendo porte inaspettate e facilitando il decollo della propria carriera. Ricordiamo che in questi anni in cui la tecnologia è alla portata di tutti senza la necessità di grandi investimenti, il panorama mondiale è saturo di ottimi tecnici ma sono pochi i videomaker che si distinguono per le l’originalità delle loro idee.

Z: Ultima domanda: cos’è, per voi, la creatività?
Chd: Con una battuta potremmo rispondere “la CHD Animation”… No, a parte gli scherzi, secondo noi

Crediamo che la creatività possa e debba essere applicata in qualsiasi lavoro e non si limiti al campo artistico. La vediamo come una “fantasia pratica”, qualcosa che rende ogni lavoro godibile per chi lo svolge e permette di ottenere risultati sempre interessanti. In particolare, nel nostro campo, crediamo che la creatività stia nel guardare il mondo con gli occhi affascinati di un bambino e riuscire a riproporlo agli altri in modo originale e curioso.