A colloquio con Damiano Falchetti, fondatore di Draft
Ciao Damiano, racconta in due parole cos’è Draft e di cosa tratta.
Draft.it è un blog nato nel dicembre del 2005 che è giunto a essere oggi, uno dei magazine online più frequentati e conosciuti nel mondo della comunicazione visiva. Il sito si è evoluto nel corso di questi anni da collettore di tendenze a punto di riferimento per l’informazione sulla grafica pubblicitaria. Ad oggi è un progetto che curiamo in due, ci scriviamo in tre e lo leggiamo in circa duemila al giorno per 350 mila pagine al mese suppergiù. Settore di nicchia, numeri di nicchia. L’anno scorso abbiamo chiuso con 2 milioni e oltre pagine visitate, i numeri sono in crescita e la serietà del sito è da molti sempre più riconosciuta.
Una cosa che abbiamo notato, rispetto ad altri blog o web-magazine di grafica, è che Draft riserva molta attenzione agli argomenti riguardanti la tipografia, la carta, i materiali di stampa, insomma il medium grafico per eccellenza. Perchè?
Il motivo è semplice, sono gli strumenti che il grafico, il professionista della comunicazione visiva utilizza per il proprio lavoro quotidiano. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con i materiali, con chi li stamperà e giocoforza dobbiamo conoscerne le evoluzioni, i segreti. Draft è appunto il punto in cui queste informazioni possono essere reperite. D’altronde quando ho realizzato il sito quattro anni fa cercavo le stesse cose. Non trovandole ho deciso di metterle io a disposizione.
Pensi che la grafica “classica”, basata sulla conoscenza dei meccanismi tipografici e di stampa, sia ancora la base di conoscenza fondamentale per un grafico professionista?
La grafica è una, non mi piace settorializzarla in classica o moderna. I meccanismi e le tecnologie tipografiche a volte sono la chiave del successo di un prodotto editoriale. Sapere cosa possiamo fare, conoscere le vernici a dispersione, gli UV serigrafici e gli effetti, sono meccanismi che un professionista deve conoscere, così come le teorie di impaginazione e la distribuzione degli spazi, gli approcci psicologici dei nostri layout e così via… Altrimenti al giorno d’oggi ci si può limitare ad aprire Photoshop e a stampare i propri lavori negli innumerevoli service online su patinate scadenti da pochi grammi. Un grafico professionista oggi deve e ripeto, deve, conoscere gli strumenti e le regole alla base del proprio lavoro.
Come vedi il mondo del webdesign in rapporto la grafica tipografica? Pensi che la carta sarà sempre importante come supporto o sarà destinata al declino? Ci interessa capire il tuo punto di vista sull’evoluzione del settore.
Il Web Design è un’altra branca della comunicazione visiva, ha le sue regole, le sue tecnologie. Teorie in parte mutuate dalla grafica “classica” come dicevi tu, e teorie del tutto dedicate. E’ un settore decisamente interessante, ci lavoro con buoni risultati, anche se la mia vera professione è quella del grafico “da carta”. Siamo negli anni dell’e-ink, degli e-book reader e degli iPad, ogni giorno si vaneggia sulla scomparsa della carta a favore dei nuovi dispositivi digitali. Obiettivamente quali emozioni può dare uno schermo LCD se confrontato con l’avere tra le dita e sotto gli occhi carte di tutti i tipi, trattate in centinaia di modi e finite con pregevoli “artifizi” cartografici? Ci sarà un ridimensionamento, non lo nego. I prodotti editoriali saranno su diversi media, il giornale composto con InDesign potrà essere tranquillamente portato su Web e su iPad con le caratteristiche multimediali del caso. Ad oggi non mi preoccupo della scomparsa di un mercato, ma la sua rivoluzione. Per noi grafici è tutto in discesa, nuovi stimoli e tanta creatività da offrire. La carta avrà ancora una vita molto lunga e come dicevo più per il creativo vedo – banalmente – all’orizzonte delle difficoltà per librerie e giornalai. Recentemente leggevo un articolo sul primo mese di utilizzo dell’iPad e molti si sono posti la mia stessa preoccupazione: se alla mattina leggerò il giornale prima sul tablet, chi mi spingerà ad andare a comprare la copia in edicola? avremo nuovi strumenti multimediali con cui lavorare,
Come, quando e perchè hai deciso di aprire Draft? Quale il motivo per cui hai scelto questo nome?
Come accennavo sopra, draft.it è nato per la mancanza di informazioni sulla rete per la grafica pubblicitaria. Mi sono messo nei miei stessi panni ed ho pensato alle difficoltà che altri incontravano. E’ stato un azzardo, ho creato il blog, poi diventato quasi un quotidiano online, ora è un punto di riferimento per molti. Non voglio vantarmi, ma ai tempi (2005) sono stato fra i primi a portare certi temi in rete, il primo a portare informazioni e notizie tecniche, insomma a creare un sito che non parlasse dei soliti tutorial di Photoshop. Io, assieme a Daniele Cogo di Scatto Design abbiamo per primi spostato l’informazione tecnica dai mensili settoriali al web. Il nome deriva da un vocabolo forse andato perso nel mondo della grafica: Draft è il primo bozzetto di un lavoro, i primi tratti vergati a matita su un foglio bianco. Mi è piaciuto.
Cosa ti ha portato il blog? Quali vantaggi? E’ diventato il tuo lavoro? E qual è il tuo lavoro?
Draft mi ha portato notorietà non lo nego, ho stretto relazioni per me importanti con professionisti di tutta Italia ed ho conosciuto da vicino i player della carta, della stampa e della comunicazione del nostro Paese e di metà Europa. Assolutamente non è diventato un lavoro curare il sito, è una passione ripagata prima di tutto dalle attestazioni di stima dei miei lettori e dopo da svariati contatti anche a livello lavorativo. Ah sì, di professione faccio il grafico da ormai 9 anni, parecchi clienti ed una posizione di responsabile delle comunicazioni in un’azienda molto importante del settore ICT.
Mandare avanti un blog richiede costanza, impegno e anche sacrificio. Finora ne hai messo tanto.Progetti per il futuro riguardo Draft? Vuoi dare ulteriori sviluppi al progetto?
Per fare questo “secondo lavoro” di passione ce ne vuole molta, riconoscimenti economici ancora non ne ho avuti, d’altronde non li ho nemmeno mai cercati. Fortunatamente adesso siamo in tre a seguire la stesura degli articoli per il blog/sito/magazine – chiamalo come meglio preferisci – grazie all’aiuto di Barbara Dotti un’esperta di arte multimediale e di Valerio (parecchio esperto di design) il sito riesce a pubblicare almeno due articoli giornalieri durante la settimana lavorativa. Nel fine settimana grazie al cielo non lavoro, anche se sempre più spesso capita di lavorare sul sito anche a tarda notte del venerdì o del sabato. Certamente continueremo lo sviluppo di questo progetto, progetti futuri ce ne sono in cantiere diversi da parecchio tempo, è il tempo per realizzarli che manca.
Altri progetti in testa oltre a Draft?
Sì, c’era un network di blog creativi scritti da creativi. Però ho scoperto che non siamo molto loquaci e passiamo tutto il nostro tempo a lavorare. Progetto abbandonato ancora in fase progettuale. E poi diciamocelo: questi network di blog pubblicano poche volte notizie interessanti, per lo più sono poche righe per accontentare i network pubblicitari, avendo 100 blog a quattro post al giorno i numeri li fai, è scontato, ma cosa porti di interessante in rete?
Come hai scoperto Zooppa e cosa ne pensi? Perchè dai spazio ai nostri contest su Draft?
Vi ho scoperto navigando in rete alla ricerca di informazioni interessanti per Draft, poi ho approfondito e poi ancora pubblicato quello che mi sembrava interessante. Successivamente ci siamo conosciuti ed ho pubblicato almeno finora quello che reputavo interessante per i miei lettori, proponete cose veramente interessanti, a queste mi piace dare risalto.
Alcuni grafici pensano che i contest e i concorsi creativi siano uno svilimento della professione e non vedono di buon occhio i progetti come Zooppa. La tua sincera opinione in proposito?
Opinione pienamente sincera? Ci sono mostri che hanno dato voce alle peggiori caratteristiche del cliente tipo, ovvero: scelta di brutti lavori, compensi che rasentano la miseria, sfruttamento di noi poveri grafici che in tempo di crisi ci buttiamo su ogni cosa pur di lavorare. E questo era l’appunto per i vari siti, che vedo, sorgono ogni giorno da tutte le parti. La mia sincera opinione su Zooppa è che il progetto sia due spanne sopra ogni possibile competitor per il semplice motivo che i lavori richiesti sono per brand importanti, con remunerazioni finali adeguate e il prestigio di vincere una gara non è poco. Dopo tutto un brief di H3G ed uno del panettiere “Nino” non sono certamente la stessa cosa.
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