Vi abbiamo già parlato della partnership di Zooppa con l’edizione 2010 del Lago Film Festival nel quale ci sarà una sezione dedicata ai video di Zooppa (iscrivete i vostri lavori). Per capirne qualcosa di più di questo evento abbiamo realizzato in esclusiva un’intervista con i due principali organizzatori: Viviana Carlet e Carlo Migotto.
Viviana è l’art director della manifestazione ed ha il merito di averla fondata. Tutto è nato da una sua idea e dalla sua passione, dal suo intuito e dal suo fascino (non lo nascondiamo). Carlo è il creative manager (definizione inventata da noi), frizzante e ironico factotum, pieno di inventiva e intraprendenza.
Entrambi sono molto giovani, ma tutt’altro che inesperti: Lago Film Festival ha ormai sei anni di vita. Sul sito potete leggere la storia della manifestazione e sapere tutto dell’edizione 2009, che ha vsto tra l’altro un premio per le migliori sceneggiature dedicato a Rodolfo Sonego, sceneggiatore di Alberto Sordi, premio presente anche nell’edizione 2010. Ah, se avete a cuore non solo l’arte ma anche gli affari, potete sostenere il Lago Film Festival comprandovi un pezzo di lago: nel link trovate spiegato come fare.
Raccontateci una serata tipica al Lago Film Fest. Le persone, la cornice dei due laghi di Revine Lago, le proiezioni… Cosa accade?
Viviana: Il leit motiv della manifestazione è la magia. Durante il festival, il paese di Lago si trasforma: le case diventano le quinte e le storie sullo schermo si fondono e confondono con quelle delle persone. Lo schermo è a qualche metro dalla riva, nelle acque del lago, mentre i cortili infondono nelle persone quella particolare sensazione di essere all’interno di un set cinematografico. Il fascino pulsante del cinema e la suggestiva location lacustre invitano ognuno di noi a prendere per mano i propri sogni e ad allontanarsi dalla frenesia quotidiana. Il festival si è inserito sin da subito nel territorio per valorizzarne gli aspetti naturalistici e culturali, e creare nuovi stimoli e contaminazioni artistiche attraverso la cinematografia e il divertimento che essa sa creare.
Che tipo di cortometraggi vengono proiettati? Prevale il genere “sesso, sangue e sadismo” o “l’esistenzialismo come categoria dell’essere”?
Carlo: Parlare di tipologia di lavori proiettati è impossibile. Anche se quest’anno abbiamo creato una sezione del concorso dedicata ai cortometraggi che rispondono a canoni e codici stilistici appartenenti ad un preciso genere cinematografico, parlare di genere prevalente è impossibile. Diciamo che ci sono due grandi correnti fondamentali, i filmmaker che raccontano una storia e i filmmaker che hanno l’urgenza di raccontare una storia.
V: In sei anni ho visto di tutto, ma davvero di tutto. Posso dirti che ci sono dei documentari, delle animazioni e delle fiction. Nel giro di una settimana all’incirca proiettiamo 150/200 lavori provenienti da tutto il mondo e di qualsiasi genere, dal filmmaker alle produzioni in pellicola.
Sette giorni di corti a go go, o dibattiti a non finire? Come si articola la manifestazione?
V: La manifestazione dura ben 9 giorni, dal 23 al 31 luglio. Si snoda all’interno del borgo storico del paese con 4 punti di proiezione, delle accoglienti salette d’essay, più lo schermo principale, un vero schermo cinematografico posto a 10 metri dalla riva del lago. Ogni giorno proiezioni, incontri, performance, degustazioni, concerti e la novità di quest’anno le proiezioni pomeridiane, per tutti quelli che vogliono vedere tutte ma proprio tutte le opere in concorso.
C: Un festival insomma, con un gala di apertura il primo giorno e la premiazione l’ultima sera.
I giurati da dove provengono? E qual è il profilo dello spettatore medio?
V: Gli spettatori arrivano da tutto il nord Italia, più gli ospiti stranieri. L’anno scorso abbiamo ospitato più di 30 registi da tutta Europa. Per quanto riguarda la giuria ogni anno abbiamo fatto scelte differenti professionisti, artisti, giornalisti…, da Vitaliano Trevisan (scrittore, sceneggiatore, attore, vincitore del Premio Campiello) a Massimo Gaudioso (uno degli sceneggiatori di Gomorra) passando per Gholamreza Ramezani regista iraniano e Carlos Casas documentarista spagnolo. Quest’anno avremo una regista olandese, probabilmente un armeno e un paio di sorprese che scaramanticamente non rivelo.
C: Il nostro spettatore medio è un libero professionista di 30,24 anni. Io lo chiamo Mario il nostro spettatore medio e con lui ho un buon dialogo.
V: (ride)
I lavori provengono soprattutto dall’Uzbekistan o ci sono altre nazionalità o tipologie di autori prevalenti?
V: Le opere arrivano letteralmente da tutto il mondo. Da quando è nato il festival il numero di cortometraggi pervenuti non ha mai smesso di crescere. Dopo sei anni di attività ci siamo resi conto che di alcuni stati non ci era ancora pervenuta nessuna opera. Da quest’anno abbiamo iniziato un’attività di ricerca e selezione andando a contattare direttamente registi e creativi di nazionalità di cui ancora non avevamo visto nulla. Il risultato è stato entusiasmante: 500 cortometraggi iscritti in 3 settimane.
C: Io ho un entusiasmo più contenuto, essendo quello che apre e archivia quelle buste.
V: (ride) Armenia, Cina, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Danimarca alcuni degli ultimi iscritti. Gli stati in cui non è ancora arrivata la rana (la rana è il logo del festival) sono veramente pochi…
C: Per quanto riguarda le nazionalità prevalenti la Spagna (con tutte le sue comunità) è quella che da sempre invade il nostro archivio con produzioni interessanti e diversissime. Chiaramente queste percentuali riguardano il nostro festival e non hanno nulla a che vedere invece con la produzione effettiva di cortometraggi di ogni paese.
Ci avete raccontato di un Festival in Francia che è un po’ l’epicentro di tutti i festival di cortometraggi a livello mondiale. Spiegate a chi non lo conosce di cosa si tratta.
V: Il Festival internazionale di Clermont Ferrand è la Cannes del cortometraggio. Tutte le produzioni più interessanti si trovano lì e la cosa straordinaria è che il festival non si limita al solo concorso (che chiaramente propone una selezione dei corti e non tutti i migliori); tutta la manifestazione è organizzata per mettere in relazione i filmmaker tra loro, con il pubblico e con tutti gli addetti ai lavori. In questo è molto simile al nostro, che però ha 30 edizioni di differenza da quello francese. Lago Film Fest è quasi sempre stato presente da quando è nato ed è lì che ho conosciuto buona parte dei registi che poi sono venuti al nostro festival.
C: Nonostante i luoghi comuni sui francesi, il festival di Clermont Ferrand è organizzato e pensato per essere vissuto da quante più persone possibile. Tutt’altro rispetto ad altri festival snob ed elitari.
Domanda d’obbligo: com’è nato il Lago Film Fest? Qual è la storia che lo ha generato?
C: Penso di dover lasciare la parola alla giovane direttrice artistica…
V: Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia e diverse esperienze nel campo dell’arte, mi sono resa conto che i diversi campi artistici fanno molta fatica a comunicare e che le ricerche artistiche difficilmente riescono ad incontrarsi e interagire. Quindi ho proposto a degli amici di creare un luogo d’incontro, un luogo non formale senza tappeti rossi e luoghi esclusivi. E il luogo migliore era Lago e il modo migliore per crearlo era attraverso le immagini in movimento e la magia del cinema. Il Lago Film Fest si caratterizza quindi per essere una fucina culturale, un laboratorio formativo, un momento d’incontro tra le persone, l’arte, la tecnica, l’ambiente, il territorio, il paesaggio, la tradizione e la storia.
E’ possibile collaborare all’organizzazione? Per chi volesse volontariamente dare una mano durante i giorni del Festival… come deve fare?
C: Certo! Ma collaborare con il festival è una vocazione.
V: Basta andare sul nostro sito e scriverci una mail, siamo sempre alla ricerca di collaboratori di qualsiasi tipo, il festival è nato per creare relazioni e opportunità anche e soprattutto per chi ci lavora.
C: Mi permetto di interrompere la direttrice artistica esclamando con pacata bontà che il festival non è solo nove giorni di proiezioni, musica, performance ….. il Lago Film Fest organizza attività molto diverse durante tutto l’anno.
V: Le possibilità sono davvero molte.
C: Ovviamente chi cerca un lavoro con un mensilità luculliana e che permetta di stare a casa la domenica ad imbiancare lo steccato, ha sbagliato campanello.
Il mondo dei corti è un mondo minore, a livello di visibilità, del grande cinema. Ma è davvero così, artisticamente parlando? E quali sono i rapporti fra i due mondi?
C: In crosta il mondo dei corti è minore per definizione: la durata, la visibilità, l’investimento, tempo ed energie spese per la realizzazione, tempo richiesto per la visione e via dicendo. Inoltre spesso si confonde la definizione di grande cinema con il concetto di “lungometraggio”. Ovviamente artisticamente parlando non è così. Il cortometraggio permette, proprio per le differenze con il lungometraggio, più libertà creativa e meno vincoli. Ma anche questa è una valutazione superficiale. Le variabili fondamentali, che siano film lunghi o brevi, sono di due tipi: tecnico-pratiche (produrre, realizzare, distribuire) e intellettuali (idea e intento). Diciamo che il film corto permette a chi è ben fornito di idee e intenti di aggirare le variabili tecnico-pratiche. Sviscerare in maniera convincente questo argomento richiederebbe un paio di fogli protocollo. Concludo dicendo che il cortometraggio, sia esso documentario, fiction o spot, è un punto di partenza e ritorno allo stesso tempo. E’ biglietto da visita per il giovane filmmaker. E gingillo (talvolta molto prezioso) del regista affermato. Se volessi paragonare lo “short film” ad una figura della mitologia greca, non saprei cosa dire quindi, taccio.
E’ un onore per noi il fatto che ci abbiate cercati. Cosa vi aspettate da questa partnership con Zooppa?
V: Uno degli obbiettivi del festival è creare relazioni, scambi, opportunità…
C: Soldi!
V: Il festival, per come lo concepiamo, è un punto di arrivo e di partenza allo stesso tempo.
C: Soldi!
V: Tutti, i registi che presentano le opere finite e chi lavora al festival che ne confeziona l’edizione, presentano un lavoro ultimato e gettano le basi per progetti artistico professionali futuri.
C: Soldi!
V: La partnership con Zooppa secondo noi si colloca perfettamente in questa filosofia. Arricchirà il festival, farà conoscere la vostra realtà a chi partecipa al festival e metterà in contatto i vostri utenti con le nostre iniziative. Poi se sono rose…
C: Soldi! (smette di ridere) Conosco molto bene la realtà di Zooppa e ne apprezzo la duplice efficacia, artistico-creativa per i filmmaker e commerciale per le aziende. Era da tempo che ragionavo su una possibile sinergia virtuosa. Spero sia l’inizio, il festival e Zooppa sono quasi coetanei.
Infine qualche anticipazione sulla nuova edizione.
C: In sintesi però!
V: Una nuova sezione dedicata ai cortometraggi che trattano il tema dell’acqua, una dedicata ai film di genere, una retrospettiva dedicata ad Antonio Rezza (uno degli attori di teatro sperimentale più importanti in Italia), una selezione dei migliori cortometraggi provenienti dai Paesi Baschi prodotti negli ultimi 10 anni…
C: E ancora diversi incontri in cantiere con ospiti molto interessanti, una sezione del concorso di sceneggiatura dedicata al “soggetto raccontato”, tre giurati d’eccezione non ancora confermati, tanta musica, la collaborazione con l’UNICEF…
V: Insomma tante tante tante cose.
C: E la collaborazione con ZOOPPA, chiaramente!
V: L’appuntamento è per il 23 luglio 2010 a Lago di Revine Lago, ma invito tutti a controllare le news sul sito, sicuramente prima di quella data “la rana” conquisterà nuovi spazi! Per chi volesse conoscerci di persona può venire a trovarci al Salone del mobile di Milano dal 13 al 19 aprile presso l’appartamento Lago in via Brera.
Lago Film Fest – la conquista degli spazi from Lago Spa on Vimeo.
- Carlo Migotto
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