Upim, and the winner is…
Si è concluso il contest che ha visto i creativi di Zooppa in gara per proporre il nuovo logo per il brand Upim recentemente acquisito da Gruppo Coin. Sono stati presentati in totale 4740 progetti grafici, 585 idee e sono stati postati complessivamente 12.319 commenti.
L’autore del logo vincente è Proposta Search di Gianni Zardini aka Bricioli, grafico creativo free-lance di Verona. A lui vanno i $12,000 di premio per aver realizzato la proposta che vedete qui sotto:
Il vincitore è stato proclamato ufficialmente oggi attraverso una cerimonia di premiazione in diretta streaming, che ha visto Elio Fiorucci, stilista, talent scout e imprenditore e il nostro Alessandro Cappellotto, community manager di Zooppa Italia annunciare il nome del vincitore e le motivazioni alla base della scelta.
A valutare il numero sorprendente di contributi realizzati è stata una giuria d’eccezione: hanno visionato e giudicato tutti i lavori in concorso oltre al già citato Elio Fiorucci anche Stefano Beraldo, amministratore delegato del Gruppo Coin e Francesco Morace, sociologo, scrittore, giornalista, docente universitario attivo nel campo dell’innovazione e della ricerca di nuovi trend.
Qui potete seguire il video in
Queste sono le motivazioni scritte dei tre giurati.
ELIO FIORUCCI
“Il mio giudizio sulla scelta del logo è apparso più corrispondente al bisogno del rispetto della storicità del marchio. Gli è stata data una freschezza che sembra proiettarlo verso il futuro. Ritengo giusto e rispettoso conservare la memoria del logo altrimenti si sarebbe perso un secolo di straordinario lavoro compiuto da uno dei gruppi della grande distribuzione italiana più apprezzati e importanti.”
FRANCESCO MORACE
“La partecipazione con Elio Fiorucci e Stefano Beraldo alla giuria per selezionare il nuovo logo di Upim ha rappresentato una esperienza di particolare interesse perché ha indicato una delle strade che questo cambiamento d’epoca segnala con forza: la creatività degli sciami e non più delle agenzie monolitiche e multinazionali. La straordinaria partecipazione all’iniziativa che per la prima volta in Italia proponeva una gara di creatività via web (sono state registrate 4.735 contributi!) e che riguardava la rigenerazione della corporate identity di un’azienda storica così rilevante nell’immaginario italiano del retail dell’ultimo secolo, dimostra che siamo entrati nel cuore stesso di un paradigma nuovo nel quale creatività dal basso e quantità di stimoli si sono poi tradotti in qualità della proposta. Come in un sistema darwiniano, evolutivo e selettivo.
Il logo vincente trasferisce infatti in modo eccellente e con grande competenza e professionalità (chi lo ha detto che il web è solo per dilettanti? Come si poteva immaginare è arrivato un po’ di tutto, ma anche molte proposte di qualità…) un punto di vista fresco e rigenerante attraverso l’uso del colore, dei codici grafici che rinviano al web, della promessa (shop in the city) che traducono perfettamente la nuova vision e la nuova mission dell’insegna: un pop store al centro della città che potrà servire con tempestività le generazioni più cool e alla ricerca di ciò che è giusto, in linea con i tempi e con lo spirito accessibile che caratterizza la Rete.”
STEFANO BERALDO
“Ci piace pensare all’azienda come ad un territorio aperto a contenuti di creatività. Ci ha fatto quindi molto piacere che la nostra proposta abbia potuto sprigionare un così ampio interesse. Non sarà l’unica iniziativa in tal senso perché ne prevediamo altre in futuro.”
Questo è il video in cui Elio Fiorucci insieme ad Alessandro Cappellotto, comnunity manager di Zooppa, annunciano il vincitore in diretta su Livestream.
Watch live streaming video from zooppaitalia at livestream.com
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No comment.
Complimenti al vincitore, ma ho alcune perplessità.
Il brief non diceva di tagliare con il passato e rivoluzionare completamente il logo? Perchè uno dei motivi della vittoria è la continuità con la storia?
Non si parlava anche di forte componente italiana? Perchè il claim, anche se molto carino, è in inglese?
Detto questo complimenti a tutti. L’iniziativa è stata meravigliosa.
C’erano altri loghi veramente + validi del vincitore…non vedo una aspettativa…
Nel brief si parlava di rinnovamento totale, si trasmetteva la voglia di slegarsi dal passato e di trovare nuove strade. Ovviamente, ciò nonostante, sarebbe stato poco sensato perdere completamente l’identità costruita in decenni e decenni.
Detto questo, mi sembra che la proposta vincitrice, con tutto il rispetto per il suo realizzatore e con i miei sinceri complimenti, sia il logotipo tradizionale, ricolorato, con applicato un enorme bottone play, che forse è il nuovo logo. Insomma, per farla breve, i due video di briefing sono stati appropriati come i cavoli a merenda e, come al solito, si è optato per il mantenimento della tradizione piuttosto che per una reale innovazione.
VECCHIO. Scxusatemi, ma VEcchio
No comment alla seconda!!!
dunque la prossima volta evitiamo di scrivere “ci vuole un logo totalmente nuovo”, vabien?
Tutto il contrario di tutto, invito tutti a rileggere il brief e i commenti della giuria. Non c’è coerenza!
concordo con i colleghi sopra… !!
Roba da tutti pazzi per upim!
Potevi esprimere un logo tipo giardino dell’EDEN, Avresti vinto lo stesso!
Bravo-Complimenti
>
UPIM
certo, in effetti il marchio scelto (con tutto rispetto per la sua realizzazione e riuscita grafica) si discosta parecchio da quello che chiedeva il brief! ma in realtà è sempre così in italia… il brief è fatto giusto perchè va fatto… è quasi obbligato! ma poi quasi mai rispettato! il massimo poi è quando vince qualcosa che va ben al di fuori dal brief! ripeto, in italia è davvero molto frequente come cosa… peccato che sia proprio ZOOPPA Italia a commettere poi certi errori e ad adeguarsi agli standard (bassi) nazionali. Dovrebbe prendere distanza da ciò che di negativo c’è in questo paese. E insegnare come va portato avanti un processo creativo logico. Detto ciò, al vincitore vanno comunque i miei complimenti (…e alla fine, tranquillo, ogni marchio scelto avrebbe suscitato critiche).
quoto entrambi ,e per le motivazioni direi che a me non “sembra ne proiettato nel futuro” ne esserci stato dietro un pò di studio( “grande competenza e professionalità”)
Non c’è l’ho con il vincitore ma dico solo che c’era proposte molto più abbordabili.
Però se la scelta è questa nessuno ci può fare niente,bye bye
o_O ?
senza parole
no comment|
[...] UPDATE: ecco il vincitore [...]
Un po’ una presa in giro?
È la prima volta però che vedo tanti commenti nel blog… :-P
carino, molto semplice e questo è buono, però non vedo che cosa centri con l’essere POP, da come veniva richiesto :/
IL BRIEF ALLORA E’ ASSOLUTAMENTE FUORVIANTE.
Il logo scelto è praticamente identico al logo ufficiale di Upim.
Se si fosse partiti dal presupposto di non dover stravolgere l’immagine per questioni di storicità e continuità, molti di noi avrebbero risparmiato tempo e fatica, creare una nuova immagine “senza farvi influenzare dallo stile precedente” è diverso da “conservare la memoria del logo altrimenti si sarebbe perso un secolo di straordinario lavoro compiuto da uno dei gruppi della grande distribuzione italiana più apprezzati e importanti.”
DITECELO PRIMA!
e aggiungo…
credo a questo punto che si tratti di una gran messa in scena!
e che upim sia qui non per cercare un nuovo logo ma per farsi un po’ di pubblicità tra un pubblico più giovane rispetto a quello che ha attualmente!
è tutta una strategia di marketing.
Ma zooppa dovrebbe essere una RISORSA non un MEZZO! (cit. adim!)
COMPLIMENTONI BRICIOLI :))
Secondo me si dovrà vedere come verrà pubblicizzato il risultato del concorso sul sito di upim, sui blog.. Se verrà annunciato come il vincitore di un gioco online, il primo premio tra tutte le dimostrazioni di affetto per il marchio, allora dovremo ammettere che si trattava di una gara di pubblicità non tra pubblicitari. La dichiarazione di uno dei prestigiosi giurati che lascia intuire lo stupore di avere trovato tra un pubblico web di dilettanti così tanta professionalità la dice lunga sulla reale volontà di affidare il ridisegno del logo al pubblico di zooppa. Naturalmente complimenti al vincitore.
Quando ho visto il vincitore ho provato molta perplessità. Ma subito mi sono convinto che fosse dettata solo dalla mia invidia. Però rivedendolo stasera, e leggendo pure i commenti che gli altri utenti hanno fatto.. no, non ho parole. Ma in fondo è sempre così. Più il premio è ricco più la giuria è di stirpe, e più la giuria è di stirpe più l’ignoranza regna. Il pay off è inglese.. E’ carino, per carità, il logo è carino, colorato e accattivante. Ma lo vedrei come marca di uno shampoo per bambini. Sempre ammesso che lo shampoo abbia il play eh..
Ma infondo le polemiche sono sempre esistite in tutti i contest. Specie quelli italiani.
senza parole… complimenti al vincitore in ogni caso… ma non capisco davvero l’utilità del brief..e poi, ma dove sta il cambiamento? dov’è la rivoluzione e completa rivisitazione del marchio upim?
avete cancellato il mio commento?
c’avevo preso eh?? :)
lo so che non è colpa di zooppa…
e immagino quanto possa essere difficile anche per voi!!
quindi vi rispetto e non lo riscrivo, ma sappiate che è una vergogna.
Grazie Sheryl della stima. Ci teniamo a precisare però che non abbiamo cancellato il tuo commento. Il nostro è uno dei pochi blog aziendali che non mette i commenti sotto moderazione prima di essere pubblicati, non ha nemmeno un “captcha” (il “codice deformato” da riscrivere prima di poter inviare il commento atto a verificare la natura umana del commentatore). C’è solo un filtro automatico anti-spam che blocca a suo criterio alcuni commenti e li mette in un’area di approvazione. Ogni tanto qualche commmento finisce lì, controlliamo quasi giornalmente. Così è successo ai tuoi, forse perchè ne hai fatti due immediatamente di seguito.
Poi certo, se ci sono commenti ingiuriosi, delatori, spammosi ecc. li cancelliamo, come fanno tutti i blog seri. Ma fortunatamente accade con estrema rarità e – come vedi anche dagli altri commenti – accettiamo sempre il dissenso, se espresso con rispetto e correttezza :)
Per entrare nel merito di quello che scrivete, noi non crediamo che sia una vergogna. Lo diciamo sinceramente.
Sappiamo quanto impegno ha messo il Gruppo Coin nella scelta, conosciamo le difficiltà decisionali quando c’è l’opinione di più persone da tenere in considerazione, capiamo anche che nessuna premiazione avrebbe mai messo d’accordo tutti. Capiamo – lo sapevamo fin dall’inizio – che questo contest avrebbe rischiato di generare un po’ di malumore alla fine: un solo vincitore e una marea di partecipanti. Ognuno ha la sua interpretazione e il suo giudizio sul risultato, com’è naturale.
Comprendiamo anche i vostri punti di dissenso rispetto all’interpretazione del brief. Comprendiamo ma non approviamo.
Noi ripetiamo sempre che il brief non è un capitolato dell’azienda: questo vale anche a livello professionale, non solo su Zooppa. Il brief esprime i bisogni del cliente, le risposte ai bisogni devono essere convincenti e questo è l’unico criterio che conta veramente. Ogni premio scelto da un’azienda deve convincere l’azienda. Non abbiamo visto nessun brand su Zooppa assegnare i premi che riportano il proprio nome (parliamo dei premi scelti direttamente dal cliente, non di quelli scelti dal voto della community o da noi dello Staff) con leggerezza. In quella scelta l’azienda si mette in gioco.
A maggior ragione in questo contest, in cui l’amministratore delegato dell’azienda, ovvero il suo massimo vertice, ha messo il suo nome sul premio. Questo dovrebbe farvi riflettere. Un amministratore delegato che ci mette nome e cognome, e il nome della sua azienda, non lo farebbe mai per premiare un lavoro che non lo convince.
Del brief poi nessuno mette in luce questa frase “il concetto che vorrebbe approfondire è quello di UPIM come motore di ricerca, in grado di presentare e offrire al cliente una selezione sempre aggiornata delle proposte più “cliccate”. Questa è la frase che, a giudicare dalla spiegazione dello stesso autore, ha ispirato Bricioli aka Gianni Zardi a quella proposta. Quindi a noi pare pare addirittura che sia il tanto vitepurato brief ad aver ispirato una direzione creativa e una proposta che ha convinto l’azienda.
Creare una proposta convincente, lo ripetiamo, è l’unica cosa che conta alla fine, in qualunque processo di lavoro creativo. Ce n’erano anche altre di proposte interessanti, ma alla fine ha convinto questa. Potete non condividere la scelta, deprecarla, criticarla, contestarla sul piano dell’efficacia comunicativa se questa è la vostra opinione – e ne avete tutto il diritto – ma non parlare di ingiustizia.
e se è successo proprio come dicevamo un tempo…cioè che il logo ce lo avevano ronto da parecchio ed hanno fatto tutti per farsi pubblicità virale?
Caro zoopastaff, quello che dici è giusto, nessuno dei partecipanti dovrebbe sentirsi preso in giro, in quanto una decisione doveva essere presa in ogni caso. Resta il fatto che la scelta è ricaduta su un semplice restyling del logo attuale, mentre nel brief era espressa una forte voglia di distacco dal passato. Quindi è sbagliato indicare il problema come un fatto di interpretazione del brief. Se il brief esprime il bisogno del cliente, perchè questo bisogno non è stato rispettato dal cliente stesso? Doveva pensarci prima chi era incaricato della scelta del vincitore, adesso vi beccate le varie lamentele di tutti quegli utenti che si sentono un po’ confusi.
…premetto che il commento non è una critica contro il creatore del logo, ma verso quei poveracci dei giurati, di conseguenza, complimenti a Bricioli che ha avuto il merito di creare una marchio vincente.
Appena vista la grafica e le motivazioni, mi sono sentito preso in giro, come del resto penso la maggior parte dei partecipanti.
TUTTO ERA GIà SCRITTO, SI SONO DIVERTITI A FAR PERDERE TEMPO ALLE PERSONE CON UNA TROVATA PUBBLICITARIA.
del resto cosa vi aspettate, rinnovamento in italia??!!!!!!!….ignoranti, fate pena come il marchio che rappresentate, i contenuti delle motivazioni sono a livello de “io speriamo che me la cavo”; a confronto peter griffin è più professionale e coerente.
Avete pure il coraggio di parlare di “innovazione”, quando siete i primi a non credere ed avere paura ad un ipotetico cambiamento, perchè vi crogiolate nella vostra vanagloriosa e consueta “sicurezza della tradizione”.
La “freschezza verso il futuro” che relazionate alla creazione vincente, la vedevo quando ero piccolino 10 anni fa all’ OVS. Non siete “cool”, nè, e soprattutto, “in linea con i tempi” e “ciò che è giusto” non lo trovo di certo all’upim.
Concludo invitando a ragionare sulla contradditorietà fra motivazioni e marchio scelto (sono entusiasta all’idea di sentire un’azienda così legata alla storia italiana che sceglie un pay-off inglese………………)
no comment veramente, tutto il contrario del brief iniziale del contest….sarà anche carino si ma si poteva dire prima che bisognava fare solo un piccolo restyling e non distaccarsi comlpetamente dal passato…ufffaaaaaa!!!!
Grazie RCK dela tua osservazione pacata. Approfittiamo per ringraziare anche gli altri che sono intervenuti, anche chi lo ha fatto in modo molto animoso. Benchè non siamo d’accordo con i presupposti di fondo di molti interventi critici, come vedi siamo qui ad accettare le lamentele: tutto può aiutare a crescere e a migliorare, se espresso civilmente come state facendo.
Sommessamente però facciamo notare come nessuno – ci pare – intervenga davvero nel merito del logo. Ovvero spieghi perchè questa proposta non dovrebbe funzionare per Upim e non rispondere ai suoi obiettivi di identità e posizionamento sul mercato. Questa rispondenza – rispetto dunque all’efficacia comunicativa – sarebbe la critica secondo noi più pertinente e anche più utile e costruttiva.
Insistere così tanto sulla rispondenza al brief intendendolo come un capitolato di regole – cosa che il brief non è – significa eludere una parte importante, anzi la più importante del tema. La vera rispondenza che conta è all’efficacia di mercato. E deve convincere l’azienda. Detto questo, insistiamo che è proprio nel brief la chiave che ha ispirato l’autore.
Per quanto riguarda il cosiddetto restyling, a noi pare che definire questa proposta restyling sia molto azzardato. Cercate esempi di restyling famosi su internet e troverete modifiche a memoria quasi impercettibili, appena accennate ma sufficienti a un aggiornamento.
In questo caso il font del logotipo è differente, il marchio vero e proprio (il simbolo grafico) è nuovo e non “restylizza” nulla, la gamma colori idem. Non è una rivoluzione netta rispetto al passato, ma nemmeno un restyling puro. C’è allo stesso tempo continuità e discontinuità. Ed è questo probabilmente che ha convinto l’azienda come si evince dalle parole dello stesso Fiorucci.
Sono dell’avviso che sia inutile discutere la scelta di Upim. Lei è l’azienda che ha indetto il bando e sempre a lei stà la scelta finale, INDIPENDENTEMENTE da qualsiasi possibile fraintendimento o disapprovazione della comunity. In secondo luogo, nessuna azienda che si possa definire storica può decidere di riformulare completamente un marchio e questo proprio perchè senza alcun legame con il passato Upim non sarebbe più Upim, ed è proprio questa ragazzi una delle regole fondamentali del marketing che tanto menzionate. Il logo può piacere come no. L’unica cosa che probabilmente ci può essere dovuta, per rispetto del lavoro e dell’impegno dei tanti zoopper che vi hanno partecipato e per chi volesse “a prova della sincerità di Upim”, è una graduatoria dei primi dieci o quindici migliori elaborati, naturalmente a seguito del primo e ovviamente senza alcun premio o risarcimento. Prego quindi lo staff di zooppa di tener conto di questo commento, anche a nome di chi ha preferito non entrare in merito a questa discussione. Grazie
zoopastaff, il mio (parlo di un mio parere) disappunto riguarda l’evidenza delle contapposizioni tra la consegna e la vera richiesta.
parliamoci chiaro: è “il tanto vitepurato brief” ad ispirare “una direzione creativa” da parte dell’artista, questo significa che se la mia creazione non è stata scelta è perchè fa schifo non perchè ho interpretato male il brief.
Prima ci dite “che il brief non è un capitolato dall’azienda”, magicamente nella frase successiva rappresenta il bisogno del cliente ( ma dai!!?), se avessi voluto gli enigmi sarei andato in edicola.
Il vero problema del contest è stato il brief, la presa in giro è stata quella, ma perdiamoci lo stesso in discorsi inutili: riflettiamo! Nessuno ha messo in dubbio la serietà del contest o dell’azienda perchè nessuno pagherebbe un lavoro che non è soddisfacente, di conseguenza, se l’amministratore delegato dell’azienda ha messo il proprio nome sul premio, riguarda una sua decisione e nulla di più. Giusto?
“…UPIM ha deciso di ripartire dalla propria immagine e dare un forte segnale di cambiamento rispetto al passato(…)Il primo passaggio sarà proprio quello di ripensare il logo” e ancora “…Quali vincoli avete per realizzare questo restyling grafico? Nessuno! UPIM vi lascia la più completa libertà in tema di font, colori, dimensioni. Inventate da zero, senza farvi influenzare dallo stile precedente. UPIM vuole cambiare, rinnovarsi…”
Andate a vedere anche i videoclip, tutto fa pensare ad una volontà di cambiare drasticamente e tagliare con il passato………sono proprio le motivazioni date dalla giuria!!!!
…..ma ho letto bene?? c’è scritto “…INVENTATE DA ZERO, SENZA FARVI INFLUENZARE DALLO STILE PRECEDENTE…” o fate un restyling partendo dallo stile precedente??
Ripeto, se avessi voluto risolvere enigmi sarei andato in edicola.
@Mr_berny. Ci spieghiamo. L’autore si è ispirato al brief, anche se tutti dicono che col brief non c’entra nulla. Ci siamo limitati a far notare questo particolare, che a tutti sembra sfuggire. La prova è in un’altra frase del brief che nessuno cita e che è esattamente la frase che lo ha mosso alla creazione della sua idea, non a caso intitolata “search”.
Puntualizzato questo, ripetiamo che il brief non è un capitolato. E che la proposta è stata scelta perchè era quella più convincente per Upim: questo è l’unico criterio che conta per un’azienda. Se la tua proposta non è stata scelta è semplicemente – come osservi giustamente tu – perchè non ha convinto (fatto schifo no, dai, non lo sappiamo :), e non perchè non rispondente al brief.
Che il brief potesse essere interpretato diversamente nessuno lo mette in discussione. Anche qualcuno di noi dello Staff è rimasto sorpreso. Qualcun altro invece soddisfattissimo. Ma questo non ha nessuna importanza. Probabilmente se al contest avessi partecipato anch’io avrei fatto una proposta di totale novità, avrei fatto un logo totalmente diverso come hai fatto tu e come hanno fatto tanti altri.
Ma c’è anche chi ha ammesso di aver ragionato che un’azienda non dovrebbe cambiare così radicalmente e non avrebbe apprezzato qualcosa di totalmente nuovo. E ha creato proposte con elementi di continuità, come quella che poi ha vinto.
Un’azienda parte con un’idea di totale novità e discontinuità. Poi alla luce della proposte, degli approfondimenti e delle consulenze di cui si avvale, preferisce un approccio più conservativo. Questo può lasciare delusi, ma chiunque abbia avuto esperienze professionali nel mondo della pubblicità e della comunicazione sa quanto questo avvenga di frequente. E, specie nel caso di un marchio, spesso a ragione.
Aggiungiamo anche che sarebbe giusto almeno aspettare di vedere cosa succederà della proposta di Bricioli, come proseguiranno i suoi rapporti con Upim, cosa ne sarà del brand ecc. Diamo tempo al tempo, siamo curiosi anche noi.
non otterrete nulla sfogandovi accanitamente in questo modo, la decisione è stata presa. Per quanto riguarda il brief non sono però d’accordo con voi staff. Immaginate che io sia alla guida di un auto e mi fermo alla h-farm a chiedere indicazioni per raggiungere una determinata destinazione, bene il brief sono queste indicazioni, se le date sbagliate
finiamo tutti in un burrone, se le date giuste abbiamo più probabilità di arrivare alla meta :)
Sono le motivazioni che hanno dato (primo su tutti fiorucci) come metro di giudizio che non corrispondono al brief, non il lavoro di bricioli. E’ quello l’unico motivo del malumore generale. Io sono partito con l’idea di creare un restylin del marchio, ma leggendo più volte il brief mi sono convinto di partire veramente da zero, perchè era una cosa che chiedevano esplicitamente. Ho fatto affidamento al brief ed è stato quello che mi ha portato fuori strada, può essere giudicata una cosa normale??
….se non seguo la traccia di un tema, nello svolgimento, il mio lavoro finale risulterà inappropriato.
@bardak. Non volevamo sminuire l’importanza del brief. Il brief rimane fondamentale perchè sono le indicazioni necessarie, come osservi giustamente tu. Sosteniamo solo che non serve a nulla inchiodare un’azienda al brief, perchè l’azienda ha come giusto criterio solo la sua convinzione intima, finale e definitiva, anche nel caso questa convinzione smentisse il brief in tutto o in parte (in questo caso solo in parte, secondo noi). Sul fatto che un brief debba essere il più possibile attendibile e che sia utile, anzi indispensabile, nessuno lo discute. Ma sicuramente Upim ha pensato che quello fosse il brief giusto, che quello fossero le indicazioni perfette per farvi giungere a destinazione. Poi conta solo la destinazione, che magari non coincide con le indicazioni (visto che nessuno poteva conoscere la destinazione a priori in questo caso :).
Questo succede a tutti i livelli, anche a livello quotidiano e personale. Ti faccio un esempio. Entri in un negozio, dici al commesso che stai cercando un vestito di un certo tipo (brief), lui ti propone alcune soluzioni (loghi), le provi, vedi che non stai tanto bene, non ti riconosci in pieno. Poi alla fine il tuo occhio si posa su un capo a cui non avevi pensato, che contraddice in parte quello che hai detto inizialmente, ma che mantiene dei lagami con il tuo bisogno interiore e anche con qualche tua frase, per come la intendi tu. Lo provi, ti piace, lo compri. Non ti è mai successo? A me sì. A quel punto il brief ha esaurito la sua funzione e l’unica cosa che per te conta è la tua soddisfazione, non quello che il commesso può aver capito inzialmente o che avevi chiesto in senso letterale. Questo avviene tutti i giorni nei negozi, nelle agenzie pubblicitarie, negli studi di architettura, nelle concessionarie di auto, nei ristoranti, nei saloni di bellezza e nei più banali rapporti umani. :)
si ma una cosa e far uscire dal magazzino al commesso (noi utenti) un vestito, un altra è farne uscire 4.700 seguendo le indicazioni del cliente. E’ normale che
il commesso si incaxxi un pochino alla fine, quando vede che il cliente che l’ha fatto sgobbare sceglie un vestito di tutt’altra inclinazione :D
tutte queste squallide metafore Alessandro per dirti che non puoi non giustificare questo malcotento, puoi cercare di dare spiegazioni, ma anche noi utenti abbiamo delle motivazioni valide su cui discutere.
Voglio i tuoi occhiali come premio di consolazione :D
…scusa ma come esempio non è proprio la stessa cosa, io al commesso chiedo un servizio e lui viene pagato per quello, nel bene e nel male; quando vado in sartoria per un abito, lo commissiono(marchio), se do le misure(brief) sbagliate, il lavoro risulterà impreciso, ma ho commesso io l’errore…se vado fuori tema il prof non mi dice “hai fatto un bel tema anche se non era quello richiesto, voto 7!”, ma “sei andato fuori tema, voto 4!”
Ho perso tempo dietro ad un lavoro che è stato escluso a priori solo perchè non coincideva con le idee dei giurati, nonostante seguissi il brief.
premetto che bisogna sempre rispettare il lavoro altrui e io rispetto molto quello del vincitore del contest
anzi trovo anche il risultato sicuramente piacevole però
devo dire che c’erano lavori molto migliori ed innovativi, molto meglio concepiti studiati e realizzati
alla fine secondo me anche se la richiesta era quella di discostarsi dal precedente e guardare avanti, il vertice coin non se l’è sentita e ha preferito la continuità
mi viene solo da dire peccato!!
Mr. Berny nessuno ti ha obbligato a perdere il tuo tempo su zooppa, senza contare che già questa frase è errata, perché anche se non si è conclusa con un tuo
successo personale, questa esperienza in ogni caso ti/ci
ha fatto crescere.
Non capisco cosa speri di ottenere accanendoti così, lo staff stesso
sta spiegando che il cliente alla fine ha deciso di cambiare, zooppa non può
contraddirlo o imbastire una rivolta.
Guarda avanti.
“UPIM vi lascia la più completa libertà in tema di font, colori, dimensioni. Inventate da zero, senza farvi influenzare dallo stile precedente. UPIM vuole cambiare, rinnovarsi e per fare questo ha bisogno di tutta la vostra creatività e del vostro impegno per centrare l’obiettivo. ”
O SONO IO CHE NON CAPISCO L’ITALIANO O SIETE VOI CHE NON SAPETE ESPRIMERVI.
NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE CAPITA MA FORSE QUESTA E’ LA PIU’ CLAMOROSA!!!!
SICURAMENTE PER ME E’ L’ULTIMA VOLTA CHE PERDO TEMPO!
No, dai adesso non iniziamo a sbandare sul discorso… Come si fa a paragonare un brief ad un negozio di vestiti? Ho capito che voi dello staff Zooppa dovete difendere il committente, ma qui stiamo sfiorando il ridicolo… Se volete mettere a tacere queste lamentele ammettete che coin ha effettivamente cambiato idea senza AVVERTIRE I PARTECIPANTI (che a questo punto hanno concorso a una gara praticamente alla cieca), e che cose come questa non dovranno succedere mai più. Ne va anche della serietà di questo sito, scusatemi… Come può uno affidare il suo tempo e il suo lavoro ad un sito che permette al committente di cambiare idea durante il contest?? Sarebbe come giocare al superenalotto… Questo non deve accadere…
Infatti :) come abbiamo scritto, capiamo il malcontento, e cioè il vostro sentimento (non diciamo: “Hey, sorridete, allegria, tutti felici”), lo comprendiamo in relazione ad alcuni fattori (non ultimo il fatto che è un contest anomalo rispetto ai classici contest di Zooppa, nel senso che c’è un solo vincitore con un numero enorme di partecipanti), ma non condividiamo del tutto le vostre argomentazioni, dal momento che il cliente ha diritto di decidere la proposta che reputa più convincente. Il resto conta solo fino a un certo punto, purtroppo o per fortuna :)
Sono sicuro che se lavorate in un’agenzia pubblicitaria o in generale in questo settore (Bardak so che è un professionista) ne avrete prova quotidiana. Vi farà imbestialire (ho lavorato anch’io in agenzia, parecchio tempo, conosco il sentimento, lo so, lo capisco bene) ma è così. Il cliente sceglie ciò che lo convince, sempre.
Contestare che questa proposta sia incoerente alle richieste è come contestare a qualcuno che ha chiesto un consiglio su una medicina da prendere dicendo “sentiti libero di propormi quello che vuoi” il fatto che non abbia seguito il consiglio :) Certo, dà fastidio, è l’umano sentimento, ma non c’è nulla di ingiusto, semmai può irritare e lo capiamo, eccome :)
Se poi entriamo nel merito tecnico, allora insitiamo che non è un restyling. Non è certo una rottura totale col passato come faceva intendere il brief, questo sì, ma nemmeno un restyling, che tecnicamente è altra cosa. Alla fine non resta davvero che guardare avanti :)
@rck Ogni metafora ha i suoi limiti ed è intrinsecamente una semplificazione del pensiero. Anche la mia lo è, su questo hai ragione, come le altre avanzate d’altra parte. Pensiamo di aver dato comunque abbondanti argomentazioni sul piano metodologico (che è l’unico piano che ci interessa), poi – ovviamente – liberi di farvi la vostra idea, di condividerla o meno. Sul merito, sul valore del contenuto scelto, non spetta a noi.
Il cliente non aveva un’idea precisa, si sta facendo le sue idee su un progetto complesso di rilancio di un’insegna di cui il logo è solo un aspetto fra i tantissmi, altrimenti non avrebbe fatto un contest per trovare un logo in crowdsourcing. Ha lasciato libertà e ha optato per un approccio non di totale rottura. Farà arrabbiare, lo so bene (se fossi stato in voi chissà, magari avrei pensato la stessa cosa, la controprova non esiste :) ma è razionalmente così. E’ giusto che il cliente scelga ciò che più lo convince. Non crediamo nemmeno che abbia cambiato idea in corsa. E’ alla fine, a conti fatti, di fronte all’esame di tutte le proposte, che rispetto alla rottura totale ha preferito conservare qualche elemento di continuità.
Poi, sapete, per noi sarebbe più facile tirarci fuori, dire “Noi non c’entriamo, hanno deciso loro” e fare le parte dei soggetti terzi, quali poi siamo realmente in questa scelta che non ci ha visto coinvolti. Non difendiamo sempre il cliente per partito preso. Abbiamo però il privilegio di conoscere come Coin ha agito nella scelta, di conoscere la serietà dell’azienda, di aver interagito con lei e di capire bene le sue ragioni, come capiamo bene i vostri sentimenti e il vostro punto di vista. Se il logo sia efficace, rispondente al mercato, strategicamente vincente, non ci pronunciamo, non sta a noi dirlo. Però sul metodo di scelta, sul valore da dare al rapporto fra brief e contenuto premiato, sulla professionalità con cui è stato preso l’impegno di scegliere un vincitore, su tutto questo esprimiamo il nostro pensiero.
Ciao a tutti, faccio i miei complimenti al vincitore, perchè si è preso un bel gruzzoletto.(quindi da parte mia c’è tutta l’invidia per i soldi che hai vinto ahahhahah) Riguardo alla scelta, ci ho dovuto pensare un giorno intero e ho fatto vedere il logo ad altre persone al di fuori di zooppa.
Quando l’ho visto non avevo capito, e ho pensato, fra un po diranno il vincitore, invece rimaneva sempre quell’immagine nella schermata. Aggiornavo….aggiornavo….ma sempre quello rimaneva, allora li ho capito, ho chiuso tutto, perchè sinceramente non volevo perdere altro tempo. La prossima volta eliminate il brief così fate più bella figura.
Un altro consiglio al posto del segno play a questo punto, si poteva mettere anche il segno di rewind. ciao a tutti
caro alessandro, ti ringrazio per la gentile risposta, ma quello che ormai numerosi utenti contestano non è il progetto scelto di per sé, quanto l’incoerenza dimostrata.
Citando l’esempio che facevi prima della medicina: in questo caso è stato chiesto a noi un consiglio su cosa prendere per un mal di testa, ma alla fine chi aveva chiesto il consiglio si è scelto una supposta.
Ciò che infastidisce non è il fatto di quale progetto sia stato premiato (che potrebbe essere stato qualunque altro), tanto quanto il fatto del criterio con il quale è stata fatta la scelta, alla luce di un brief completamente diverso. Nessuno sta incolpando la vostra gestione, ci si sta solo lamentando di una effettiva prova di “incompetenza professionale” dei cari giudici di questo contest… Spero solo non sia davvero una manovrina pubblicitaria come qualcuno sospetta…
In ogni caso ormai tutto è chiuso, quindi amici come prima… Però rimane il fastidioso dubbio che potrà capitare ancora una situazione del genere… E a quel punto la credibilità del sito probabilmente inizierà a vacillare… Spero che troverete un modo per tutelarvi, ma soprattutto di tutelare noi “creativi” che vi dedichiamo parte del nostro tempo, ma soprattutto le nostre idee…
Grazie per l’attenzione.
Grazie a te. Il confronto è sempre utile. Ma insomma, davvero questo logo non convince nessuno? Almeno uno che lo scriva non c’è? Sappiate solo che se lo scrivete nessuno vi sbrana :)
Complimenti Bricioli!
Anche io trovo un pò incoerente con il briefing con tale scelta, ma come si suol dire ‘il cliente ha sempre ragione’… li per li non mi convinceva, riguardato e vista la prova sulle bags invece mi piace molto, scelta ok!
spero solo che non sia veramente, come ho letto in qualche commento precedente, una semplice manovra di pubblicità virale e che il logo fosse gia pronto.. ma quello non si saprà mai quindi… amen
Evidentemente non convince… convincetevene voi.
Piacere o non piacere sono termini che usano gli spettatori… per gli addetti ai lavori dovrebbe esistere solo : e’ corretto o e’ sbagliato.
Proprio la fascia di eta’ e background qui rappresentata coincide con il target principale della “nuova” UPIM e vi dice che e’ sbagliato…
In un contest con 5000 proposte, penso che chiunque sarebbe stato se non contento almeno rasserenato dalla vittoria di un logo con caratteristiche adeguate.
Sicuramente in 5000 proposte ce ne saranno state almeno 100 migliori di questa.
Che a me non dispiace personalmente, ma che reputo sbagliatissima, e con una vita molto breve… se mai avra’ vita, non gli do piu’ di 2 anni di cui 1 di calvario eutanasia si eutanasia no.
il logo e’ contestato perche’ fuori brief, che tra l’altro grazie a zooppa oggi abbiamo imparato che non serve a nulla… in primo luogo compilarlo… come a nulla servono presumo le ricerche di mercato i piani di ristrutturazione aziendale e bilanci…
il brief va tenuto ben da conto specialmente in questo caso perche’ e’ l’espressione di una profonda ristrutturazione aziendale che UPIM deve affrontare se vuole continuare a stare aperto.
Poi che il brief si possa in parte contraddire in una soluzione questo e’ accettabile se la stessa porta vantaggio all’azienda… ma se l’azienda pensa realmente che questa scelta gli portera’ vantaggio incomincio a capire perche’ UPIM si trovi in tale disastrose condizioni.
Il logo e’ vecchio, retro, anni 60, il simbolo che scegliete e’ moderno o cool per un pensionato, giusto la fascia di mercato che UPIM era pronta a sacrificare in nome di una nuova identita’
il logo e il suo stile sono triti… penso che ci siano un paio di catene francesi che avessero qualcosa di molto simile…negli anni 90
il simbolo e’ vuoto… o UPIM investe una barca di milioni di euro in pubblicita’… o non lo riempira’ mai… ma a quel punto potevano metterci anche un fermaporta al suo posto.
L’immagine non riposizionera’ UPIM nel mercato italiano, ne tanto mento aprira’ le strade per l’estero, perche’ non potete competere ne a livello commerciale, ma sopprattutto a livello di percezione del marchio, anche se quando parlate di estero parlate di Serbia… vi assicuro che i vostri store non sono cool nemmeno a Belgrado dove questa estate ho fatto un giro.
avete proprio sprecato una buona opportunita’
@bardak: se tu avessi letto meglio capiresti perchè ho scritto “perdere tempo”, soprattutto non esiste che tu mi venga a dire che è una frase errata perchè riguarda un mio mio pensiero…..
Sì ragazzi, ok: Ma non apriamo flame. Ognuno puo esprimere il suo pensiero, manteniamo un tono rispettoso e civile.
@Pickmetwice. Hai ragione, esiste corretto e sbagliato. E infatti all’zienda questa sembra una strada corretta. Nessuno ha parlato di piacere o non piacere. Hanno scelto bene? Hanno scelto male? Funziona? Non funziona? Lo abbiamo detto: non spetta a noi di Zooppa, non è questo che ci interessa “difendere”. Stiamo dicendo dal nostro primo commento che è sull’efficacia comunicativa e strategica di questa scelta che ha più senso intervenire con i vostri commenti. Il tema del brief invece rischia di essere un paravento.
Tu hai esattamente argomentato perchè secondo te non funziona, dando un punto di vista severo ma articolato.
Un brief si interpreta, non lo si subisce.
Il fatto che prima il logo upim non aveva un simbolo, ed ora sì, da solo è già un elemento di rottura con il passato. Piaccia o non piaccia il risultato finale.
beh io posso confermare il gradimento alla proposta di bricioli, visto che in tempi non sospetti ero stato l’unico a commentarlo… Bravo bricioli
Io non voglio entrare nel merito del Logo. Può piacere, convincere oppure no (a me personalmente no, ma è solo una questione di gusti personali). La diatriba sul brief è complessa e capisco le ragioni di ZooppaStaff nel difendere la sua interpretazione così come si fa nelle agenzie. Ma nelle agenzie la questione è un po’ diversa, c’è del confronto, ci sono anche riunioni intermedie che indirizzano il lavoro verso delle strade.
QUI NO. C’è un punto di inizio e uno di arrivo. In mezzo il silenzio e lavoro alla cieca. Proprio per questo le istruzioni dovrebbero essere un po’ più importanti. Il brief andrebbe contestualizzato a un concorso di questo tipo.
Forse era il caso scrivere meno “fuffa” nel brief e più cose concrete. Quelle che servivano davvero.
Che il 90% del brief sia stato ignorato e abbia mandato tutti fuori strada è INNEGABILE.
E’ stato già detto molto sul brief etc…. praticamente nulla sul Marchio/logotipo!
Vanno i miei complimenti a Bricioli che si toglie sicuramente una bella soddisfazione professionale ma non posso esimermi nel porre le mie critiche:
Ha vinto un logotipo in Arial Rounded MT Bold! (non il più cool dei font)
Per quanto riguarda il simbolo presente nella composizione del Marchio/logotipo per me è debole e poco accattivante, la forma rettangolare con angoli arrotondati che contiene il simbolo sembra essere imprecisa, indefinita, anonima.. (credo non sia un problema dell’immagine presente su zooppa che si è deformata) potrebbe essere difficile da riprodurre e sarei curioso di vedere il manuale operarativo (se verrà mai fatto)…
Probabilmente ai signori membri della giuria ha ricordato il nuovo Brand OVS e si sono affezionati a quell’idea (purtroppo è umano scegliere una cosa in base a qualcosaltro che già conosciamo)…
All’interno come citato dallo stesso Bricioli…. :”il simbolo della freccia rimanda al “search” dell’iconografia web…” …MHA.. non mi risulta sia così…
secondo me un richiamo all’iconografia web c’è, ma è più un Tag di apertura (o di chiusura) nella scrittura del codice, a questo punto se fosse stato così: sarebbe stato più interessante (chissà che non prendano questa idea appena citata per un manifesto :)) )
In sostanza credo che, se pur rispettabilissima, si sente la mancanza nella giuria di un Graphic Designer esperto, capace di filtrare la connotazione emozionale e potesse con il suo bagaglio culturale e tecnico, far emergere in fase di giudizio tutti gli aspetti (visivi/e non) relativi al marchio/logotipo in questione (es: riproducibilità, uso del colore, etc…) ed dar modo così di creare uno spetro più ampio della corporate identity e creare un brand efficace. Efficacia che a mio avviso questa nuova immagine UPIM non avrà.
Grazie, finalmente un’altra analisi sul marchio/logotipo.
Un logo nato già vecchio. Tra un anno sembrerà un logo di 10 anni fa. Questo perché il suo stile è leggermente retrò. Sinceramente non trovo entusiasmante legarsi a ben 4 colori sociali che potrebbero generare confusione una volta declinati per ovvi motivi tecnici di applicazione su diversi tipi di materiali (vorrei proprio vedere le insegne ;-) Sul layout del sito non mi esprimo perché pensavo fosse l’homepage di Chicco. Utilizzare la font del payoff nel sito mi è sembrata una bestemmia. Aldilà dei miei giudizi “tecnici”, credo che un restyling di un logo debba essere un passo avanti dell’azienda, non un timido passo indietro. Credo sinceramente che fosse più bello il logo attuale. Lo trovo più fresco. Spero che qualcuno di bravo rimetta le mani su questo logo e dia un’immagine più degna a Upim.
Bhè diciamo che a sto punto il brief non lo leggiamo proprio…..tanto è uguale…..è come se robur mi chiede di inserire il logo con payoff coscienza ecologica e poi sceglie l’unica AD che non ce l’ha solo perchè gli piace il visual. Cmq pensiamo al logo. Se il cliente l’ha scelta significa che piace non credo spenda dindini per un logo che poi non userà e che cmq potrbbe anche modificare nei colori e nel payoff magari italianizzandolo. Magari quadrato rosso e scritta bianca?? (a buon intenditor poche parole).
Adesso cmq credo sia opportuno piantarla qui anche perchè ognuno ha assunto le proprie posizioni e non credo possa cambiare. Una cosa però la pretendo. O meglio la desiderere. E cioè che da adesso in poi i brief siano più precisi e che se il cliente, guardando i lavori, cambi idea ci venga riferito almeno come forma di rispetto verso di noi che impegnamo tempo e risorse per renderli contenti. Ciao Francesco.
[...] diversa opinione uno dei giurati, Francesco Morace che (sul blog di Zooppa) parla di “creatività degli sciami e non più delle agenzie monolitiche e [...]
Io resto dell’idea che dovrebbe essere consesso un solo lavoro pubblicato ad utente (massimo due proposte). Le possibilità infinite sono un suicidio. Pubblicano cani e porci, dilettanti allo sbaraglio che ci provano comunque, qualità media dei lavori sotto lo zero, numeri elevatissimi di lavori da valutare, e alla fine lavoro di giuria più preoccupato della mole dei lavori che della loro effettiva valenza.
Permettetemi, ma se io fossi un giudice, approccerei diversamente nel dover valutare 10 progetti invece che 500!
intervengo nel dibattito sul logo perchè vorrei dure delle cose su come ho interpretato questo lavoro e questo brief.
Come mi pare sia stato detto un brif lo si interpreta ed è esattamente quello che ho fatto, mi sono calato sul lavoro che secondo me non doveva stravolgere un passato ma riattualizzarlo, anche usando un font non troppo originale ma vicino alla tradizione Upim, associando poi ad esso un simbolo che invece è molto attuale e che ha un preciso significato nell’web, la ricerca.
Se schiaccio su search in sito web questo ha in senso del cercare e trovare quello che mi serve, e questa per me è la novità concettuale e grafica di questo logo, Upim è uno spazio dove posso trovare tutto quello che mi serve senza spostarmi in un altro centro commerciale, magari in provincia, ma rimanendo in centro città…
Questa è la novità per me, un simbolo marchio “search” associato un font che mi ricorda la tradizione Upim affiancato poi da un p-off che mi riassume il tutto
Shop in the city
Per quanto riguarda il futuro spero anche io che non resti un concorso vinto ma prosegua sulla sua strada, come sapere bene tutt* le proposte di logo scelte subiscono sempre delle varianti di forma font e colore, staremo a vedere come
Upim vorrà andare avanti con questo logo, vi terrò informat*…., naturalmente spero si prosegua anche perchè per me è una grande opportunità di lavoro.
gianni
Ma che stronzata è una gara del genere? 4700 proposte? Ma siamo matti! E’ assolutamente contro la professionalità e la serietà. La fatica, l’impegno, la serietà, la professionalità sputtanati per gli interessi di aziende che ci marciano alla grande. Allora facciamo che chiudere tutte le agenzie.
Io ritengo che un Marchio debba essere “riconoscibile”…il marchio UPIM attuale (quello storico) era riconoscibile semplicemente perchè era il “nome” dell’azienda. Ora hanno scelto un marchio dove il logo ne fa da padrone, riempiendo letteralmente la scena dando ben poco risalto al nome “upim”.
Si presume che quando esiste un logo così “predominante”, un giorno, col tempo, o anche subito, ci si possa permettere di mettere solo il logo su un cartellone e così far ricondurre subito all’azienda UPIM.
L’esempio molto evidente è carrefour. Un logo, che ritengo realizzato con ottimi critieri, potete vederlo in tutte le salse, su sacchetti rappresentato con della frutta, su muri su cartelloni pubblicitari e subito vi ricordate che l’azienda che ci sta dietro è Carrefour.
Lasciare impresso nella mente un logo così “anonimo”, oltre che simile a tanti loghi di software esistenti in rete del mercato apple e come dicevano poco fa, non ha nulla a che fare con la “ricerca” o il “web” se non nella sua veste nascosta di “codice” (cosa che sanno solo gli addetti ai lavori), è un’impresa assolutamente persa in partenza.
C’erano alcuni lavori che mi piacevano tanto proprio per questo, perchè mi sono rimasti impressi subito, se l’avessi visti una seconda volta in giro subito avrei capito che era Upim. Ma purtroppo l’innovazione in italia si fa solo a parole e pubblicitari, creativi e designer lo sanno bene e ci si scontra quotidianamente.
Saper osare spesso e volentieri porta a qualcosa di buono. Ma continuo a chiedermi chi realmente ha scelto questo logo, perchè non riesco proprio a pensare che ci sia dietro un pubblicitario…almeno spero!
Sono nuovo di ZOOPPA e non so se tanti commenti ad un lavoro siano normali. Fatto sta che ne sono tanti. Il lavoro di BRICIOLI a me piace. Lo trovo fresco ed accattivante. Secondo me rispetta i canoni di marketing, popolarità e grazia. Complimenti Bricioli.
Naturalmente come partecipante “ROSICO” anche io.
mi associo allo sconcerto della maggioranza,non critico il vincitore ma chi lo ha premiato
Bhè, il logo è molto carino, i colori anche.. magari un pò banale il > ma vabbè..
Da tutti i commenti, il brief ed il lavoro del vincitore, possiamo concludere dicendo che “Fai seguendo la fantasia, fila poco il brief, ed incrocia le dita”.. o no?
Il logo è carino ma, diciamoci la verità, col brief non centra niente.
dico la mia, sarò breve, una volta al liceo feci un tema iniziai dal titolo e mi persi nel mio flusso di coscienza e finii da tutt’altra parte. andai fuori tema e il prof mi disse “sei andata fuori tema”, ma è quanto di più bello io abbia letto su un foglio protocollo.
mi mise un voto alto facendomi un pippone di tre ore. imparai da allora che non andare fuori tema era davvero importante, ma imparai anche che chi giudica ha un cuore, un’anima e anche una certa dose di incoerenza.
davanti a qualcosa che ci colpisce ci prendiamo le responsabilità di premiarle lo stesso, di farle nostre.
come quando ti innamori del folle di turno contro tutto e tutti.
aggiungo, che quella freccetta verso destra a me comunica un voler andare verso il futuro.
aggiungo anche però che parla con un codice giovanile ma non ne coglie lo stile.
come quando mia madre mi dice “non ti accollare” io rido,e la prendo anche un pò ingiro.
insomma niente di nuovo sul fronte made in italy. e mi dispiace, perchè certi slanci continuo a vederli solo all’estero.
complimenti al creatore per quel simbolo mi piace che abbia sintetizzato così l’idea di futuro.
Avevo lasciato un commento veloce perchè ero in partenza… (che figata tokyo *_*)
e quindi aggiungo ora due mie personali osservazioni sul logo scelto: il simbolo della freccia non ha proprio nessun significato legato ad upim, ed ha un peso sbagliato (che tra l’altro non da beneficio/supporto alla scritta) , il colore del payoff stona parecchio nell’insieme. (per i colori, la parte dei naming è completamente da rivedere)
Mi associo a Gianz nel dire che poi 4 colori sono un pò troppi.
Il payoff non è poi così male però andrebbe riformulato.
Il font per la scritta upim, ci può stare, anche se si poteva usare qualcosa di meno visto (non so se è un VAG rounded o giù di li)
La vedo ben dura che questo diventi il logo ufficiale di upim. (per Bricioli lo spero :) anche se sarà già un bel pò contento )
A mio avviso upim ha fatto bene a rifare, tramite zooppa e quindi toccando un utenza di target perfetta, il proprio logo. Però sono poco convinto del risultato ottenuto o meglio scelto (non quello mediatico)
Quindi la mia non convinzione è in primis per la giura e a seguire sul brief.
A questo giro mi sa che qualche passaggio si è perso.
(comunque ho perso un pò l’entusiamo iniziale ed anche quel mettersi in gioco ogni volta con tutti, non so se vale lo stesso per gli altri utenti un pò più navigati di zooppa, se è così forse vale la pena di pensare ad uno step successivo della piattaforma o forse più semplicemente mi prenderò una pausetta, tanto la rigenerazione dei neuroni l’ho appena fatta in giappone)
complimenti al vincitore. sei stato bravo
critico moltissimo invece il fatto dal contest trapelava l’assoluta libertà di reinterpretare il marchio tralasciando la storicità. Almeno io ho capito che volevano un rinnovamento radicale. forse non so leggere tra le righe
Uh! io me ne sono ricordato solo oggi! Complimenti al vincitore. A prescindere dalla rabbia, mi trovo d’accordo con mr berny…e con tutti gli altri che hanno “disgraziatamente” letto il brief…diciamo che, a questo punto, avrebbero fatto sicuramente prima e meglio a chiedere dei nuovi colori per rappresentare l’azienda.In più:
Fiorucci, ma tu l’hai letto il brief?
Morace: “chi lo ha detto che il web è solo per dilettanti?”. Già, diccelo tu che io non l’ho mai sentita sta cxxxx.
Ho potuto ben vedere come 7 giorni dopo la chiusura del contest UPIM ha registrato quel marchio su fondo rosso e a più di una settimana dell’ufficializzazione del vincitore, non ha ancora registrato nulla. Spero si tratti dei soliti ritardi burocratici degli uffici competenti nel divulgare i dati, altrimenti si tratta proprio di una magra figura.
… che dire… la solita barzelletta all’italiana, da professionista del settore posso solo dire che siamo tutti alla frutta.
Se il brief e’ fondamentale per comunicare l’intenzione di cosa si vuole siamo davanti ad un problema di comunicazione.
Capita spesso in molti contesti ma non si poteva immaginare in un iniziativa dove si crea comunicazione.
Bene per il vincitore e per il cliente che si sono incontrati.
Ora sono curioso di vedere il risultato applicato se mai accadra’.
più che upim questo qui sembra un logo per un supermarket…
già non ci andavo prima all’upim figurati adesso…
tanto di capello al vincitore cmq…
Anche se un bel pò in ritardo, mi permetto di dire anch’io la mia su questo lavoro.
Al di là degli spunti iniziali credo sia molto carino, colori che colpiscono, essenziale, mi piace quella sua smussatura imperfetta, infantile ma moderna. Approvo, complimenti al vincitore!
… dimenticavo, proprio quella sua imperfezione secondo il mio giudizio lo rende originale, l’autore è riuscito a creare qualcosa di immediato senza perdersi dietro alla tecnica od ai “paroloni”, molto illustrativo. Ancora auguri e complimenti