Le 7 fobie dei Marketing Manager sui Social Media
Cosa c’è di peggio per un brand che spinge comunicativamente sui social network e sui new media? Quali sono le situazioni più critiche da affrontare? Vediamo insieme alcune ipotesi tragicomiche, in ordine di gravità, rielaborate da questo post che ho letto su Socialmediabiz.
- Gestione dei commenti e dei feedback negativi: i navigatori hanno tutti gli strumenti per criticare, reclamare, mettere in cattiva luce e distruggere prodotti e marche. Lo possono fare direttamente negli spazi web proprietari, piuttosto che in qualsiasi blog, forum, sito o social media. “Capo, ma questi parlano di noi davero!!!“.
- Perdita del controllo del brand: a chi appartiene oggi la marca? Ormai c’è un rapporto paritario tra azienda e consumatore; non sono rare le distorsioni reputazionali che a volte si trasformano in perdita di controllo totale. “Capo, è ufficiale: il re è nudo“.
- Fuga di notizie e divulgazione di segreti aziendali: la facilità e la velocità nel trasmettere informazioni potrebbero rovinare pianificazioni strategiche e tattiche. Basta un dipendente infedele piuttosto che eccessivamente divulgativo per creare danni enormi al business. “Capo, non so come sia possibile ma su Internet ho letto un’anteprima del nostro prodotto top-secret…“.
- Attacchi diretti della concorrenza e falsi rumors: brand particolarmente aggressivi e privi di scrupoli non hanno certo difficoltà a giocare tutte le proprie carte, comprese quelle false come gli account-fake, pur di aumentare quote di mercato. “Capo, oh my god! Facciamo un comunicato stampa di risposta??? Oppure gli replichiamo con un video su Youtube???“
- Scarse competenze e professionalità per affrontare il web 2.0: senza formazione, conoscenze e voglia di provarci sul serio sarà molto difficile ottenere risultati degni di nota o, almeno, decorosi. “Capo, nessuno nasce imparato ma qui sembra di essere alla Corrida dilettanti allo sbaraglio: sarà il caso di farsi aiutare da qualcuno bravo???“.
- Basse interazioni e basse conversazioni sul brand: un classico. Tutti i social network sono configurati e customizzati in immagine coordinata, il blog aziendale profuma di nuovo, il sito è ottimizzato SEO, avete speso un botto nel SEM ma non succede niente. Zero pubblico, pochi sostenitori e quei pochi non sono molto attivi, anzi. Perchè? Forse in realtà state facendo un monologo e non un dialogo? O forse perchè non pubblicate contenuti interessanti e di valore? “Capo, ma non bastava aprire una fan page su Facebook per essere giovani e dinamici; che faccio, opto per una ripassatina veloce al Bignami???“
- Mancanza di metriche ufficiali di misurazione: come calcoliamo il ROI? Quali KPI qualitativi e quantitativi scegliamo? Esistono parametri ufficiali e condivisi? “Capo, come giustifichiamo al top management gli investimenti??? Perchè non facciamo finta di niente, magari prima o poi se ne scordano…“. Insomma, in bocca al lupo a tutti i Responsabili Marketing e Comunicazione che hanno letto fin qui il mio articolo e, se posso dare un umile consiglio, osate osate e osate!


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grazie per l’esposizione di questi punti…
lo trovo davvero interessante anche per chi non professa in quell’ambito
Social comments and analytics for this post…
This post was mentioned on Twitter by ilecivetta: Le 7 fobie dei Marketing Manager sui Social Media http://ff.im/-g5RtC...
Se dovessi fare una classifica del peggiore evento al primo posto metto la gestione dei commenti negativi.
In primo luogo perché non è facile accettarli per nessuno, toccano qualcosa di profondo (con tutto l’impegno che mettiamo questi capiscono nulla…). Poi perché la reazione rabbiosa prende spesso il sopravvento.
In questi giorni si potrebbe scrivere letteratura su questo argomento.
Però la realtà è che i commenti negativi ed i clienti insoddisfatti esistono. Risolvere rapidamente e positivamente le situazioni di crisi dovrebbe diventare un obiettivo primario.
@Ashcroft: grazie 1000!
@Giovanni: Si, concordo che la gestione delle critiche anche secondo me è prioritario e appunto “critico” :)
[...] a preoccuparvi ora? Non vogliamo però che adesso vi venga la fobia di cosa possa girare di voi sui social network senza il vostro [...]