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IBM ha pubblicato una lunga indagine basata su 2.400 consumatori ed 80 esperti di advertising dal titolo: “La fine dell’advertising come lo conosciamo”.

Secondo questa ricerca “nei prossimi 5 anni ci saranno più cambiamenti per l’industria della pubblicità che nei 50 precedenti.
 Il maggior potere dei consumatori, la maggiore autosufficienza degli  inserzionisti e la continua evoluzione delle tecnologie stanno ridefinendo come pubblicità è venduta, creata, consumata e monitorata. Presentiamo i nostri punti di ricerca per quattro futuri scenari in evoluzione. I tradizionali players dell’advertising – le emittenti, i distributori e le agenzie di pubblicità – possono essere schiacciate a meno di non attuare nuove strategie di successo con  i consumatori e di innovare nelle strategie e nel modello di business”.

Alcuni elementi di interesse che rimandano poi alla lettura completa dei documenti sono:

Creatività – Grazie alla tecnologia, la crescita di popolarità degli User Generated Content ed i peer-delivered content, si consente ad amatori e a semi-professionisti di creare contenuti pubblicitari a basso costo che competono nella preferenza dei consumatori con i prodotti dalle tradizionali agenzie. Inoltre, questo modifica anche i ruoli e le funzioni consolidate delle agenzie.

Attenzione – Cresce il controllo dei consumatori su quello che vedono, i consumatori interagiscono e filtrano l’advertising in un mondo multicanale.

Evoluzione continua – In questo scenario è ancora dominante il modello uno a molti, ma c’è una evoluzione in risposta ai contenuti generati dagli utenti, alla distribuzione P2P, alla diffusione del digital video recorded (DVR).
Di conseuenza questo modificherà la ripartizione della spesa pubblicitaria verso nuovi canali.

Come possono le agenzie, i professionisti e tutti coloro che vivono di advertising prepararsi per ogni implicazione che scaturirà dai cambiamenti in atto?

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Giovanni Cappellotto | www.giovannicappellotto.it


I documenti originali da consultare sono:

IBM Institute for Business Value Study
Executive summary

post originale di Michael Gass IBM Study: The end of advertising as we know it

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Ci sono 2 commenti per questo post

  1. Claudio Conte says:

    Meglio che si facciano un corso di idraulica :D solo un saluto Giovanni cià

  2. MyAvatars 0.2 alemeux says:

    Siamo passati dalle lunghe, polverose e silenti ricerche in biblioteca alle rapide, multilinguistiche ed asettiche ricerche online. Abbiamo speso ore, giorni, mesi appesi ad un telefono in bachelite, prontamente piazzato nel solito corridoio, mentre ora passeggiamo per il mondo con multifunzionali e tascabili smartphones rintracciabili da un satellite. Abbiamo fatto i conti con “migliaia” di lire, mentre ora combattiamo “unicamente” in euro. Insomma la lista è lunga e varia. Stiamo seguendo la naturale evoluzione del progresso e… dobbiamo stare attenti a mantenerci in forma. Un saluto.

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