Nuovo ingresso fra gli autori di Zooppa Blog: Jacopo Pasquini. Conosciuto sul web anche con il nickanme di Doctorbrand (titolo del suo blog), ha un interesse specifico verso le strategie creative per la crescita della marca. Recentemente ha conseguito un Master in Comunicazione di Impresa. A tutti ricordiamo la nostra apertura nell’avervi come autori del blog di Zooppa: per proporsi e prendere contatto con noi scrivete a zooppa.ita@zooppa.com.
Chi sono? Chi sono nei confronti degli altri? La marca post-moderna manifesta se stessa e la propria identità per differenza: il compianto Lévi Strauss diceva infatti che “Non può esserci identità se non c’è differenza”.
Costruire, gestire e monitorare l’identità vuol dire analizzare aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali. Oggi più che mai, la brand identity esprime, attraverso il posizionamento, uno dei punti cardini del patrimonio di marca; in altre parole gli elementi della marca producono senso nei confronti dei consumatori, ma contemporaneamente rafforzano la brand equity.
Generare identità non è più un solo drive di notorietà e awareness ma diventa il primo biglietto da visita della brand reputation. La comunicazione d’impresa affronta infatti il sovraffollamento e la perdita di rilevanza dei messaggi attraverso discorsi, storytelling e valori della marca: come cambia il “Modello di Kapferer” (uno dei modelli di brand identity più completi e diffusi) nell’universo del web 2.0?
Vediamolo insieme.
1) Aspetto fisico: il brand è uno spazio oggettivo, una forma, uno stile, un colore, una musica, una materialità, un attributo tangibile (il blu di Barilla, il cavallino della Ferrari); tutto questo online e offline. Cresce sempre più l’importanza di realizzare un piano di immagine coordinata multimediale , cross-canale e multidevice.
2) Relazione: incontro, scambio, partecipazione, conversazione; è su questo territorio che si gioca la partita più importante tra la marca ed il consumatore. Il brand deve farsi trovare pronto, non ci sono alternative! Social media marketing, PR 2.0 e non-convenzionale sono gli strumenti del presente e del prossimo futuro.
3) Riflesso: è l’immagine che la marca fornisce al consumatore; dalla brand image oggi occorre focalizzarsi sulla brand reputation, per generare fiducia, passaparola positivo e condivisione.
4) Immagine di sé: significa quello che i consumatori pensano di loro stessi mentre utilizzano la marca; fare branding 2.0 vuol dire far provare un’esperienza coinvolgente. Engagement e nuovi esperimenti di comunicazione pubblicitaria.
5) Universo culturale: valori e cultura della marca; il brand deve costruire universi simbolici e codici comuni con il proprio pubblico attraverso piattaforme di brand community. Le persone non compra no prodotti e servizi ma aderiscono al contratto semiotico che la marca propone.
6) Personalità: è componente connotativa della marca come segno; oggi il brand diventa “persona” attraverso i propri discorsi e attraverso il propri comportamenti online e offline. La marca è a tutti gli effetti un soggetto al pari dei propri consumatori; deve quindi fornire modelli di identificazione chiari, unici e coerenti attraverso tutte le forme di espressione.
Ecco come diventa, secondo me, il nuovo “Modello di Brand Identity 2.0″:
Su Friendfeed ho creato il gruppo “Branding 2.0” con l’obiettivo di co-creare e condividere analisi, modelli e ipotesi sia riguardanti la marca post-moderna. Iscriviti e partecipa!
(questo post è pubblicato anche qui)
Jacopo Pasquini | www.doctorbrand.it
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