Reputazione: vecchia questione, nuove sfide.
La rete sta vivendo, da alcuni anni, una serie di cambiamenti di enorme portata: lo sviluppo del cosiddetto web 2.0 (definizione ormai contestata, spesso abusata, ma di fatto utilizzata da tutti) ha significato la definitiva socializzazione del web. Tutti vogliono essere presenti, tutti vogliono partecipare e tutti vogliono essere sullo stesso piano. Questa volontà è sempre esistita, quello che oggi fa la differenza è la maggiore possibilità di realizzare questa aspirazione.
E’ su questa spinta che sono nati i social network, i blog, i vari Youtube, Flickr, Twitter, Facebook, LinkedIn: oggi chiunque può pubblicare e condividere i suoi contenuti con persone di qualunque provenienza, spesso mai conosciute di persona. E può ampliare le sue relazioni superando numerose barriere fisiche. Ma non solo. Come sottolineato in un altro post, oggi la rete permette a tutti di far conoscere le proprie idee ed il proprio talento.
Non sono solo le persone come individui a connettersi fra loro e a scambiare pensieri e conoscenza in modo nuovo. Le possibilità che la rete offre alle persone in quanto gruppi e organizzazioni sono infinite. Guadagnarsi la fiducia dei consumatori è il sogno di ogni azienda. Costruire e mantenere una buona reputazione, dipende anche da come ci si muove sul web, da come si utilizzano i suoi strumenti.
Gli utenti del web creano contenuti e li diffondono. La divulgazione avviene attraverso un flusso che fino a vent’anni fa era solamente one-way e avveniva attraverso la tv, la radio, la stampa. E’ tuttora l’approccio più seguito. Partiva dall’alto e mirava a colpire quanti più consumatori possibili. Il target era una insieme di individui assai poco differenziato. Oggi però si è aggiunto un processo che va anche in senso contrario: le persone arrivano con i loro contenuti fino alle aziende… e ai consumatori stesse delle aziende. Questo flusso della comunicazione consente un rapporto molto vicino al rapporto personale. Così una marca che parla al consumatore e viceversa non è più utopia.
In questo contesto i social media si pongono come gli strumenti ideali a veicolare flussi di comunicazione di questo tipo. Nel momento in cui si decide di servirsene è fondamentale tenere a mente che il dialogo è l’arma in più che la rete offre. Il dialogo presuppone che i due interlocutori siano sotanzialmente alla pari. L’era della marca-oracolo si fonde con quella della marca-amica. Lo spot 1984 di Apple anticipa questo concetto di quasi 30 anni: rivederlo oggi lo rende ancora più attuale. Bisogna però fare attenzione al modo in cui ci si serve di questi strumenti: un buon uso può aiutare in modo significativo, ma un cattivo uso può rivelarsi fatale, vista la regola secondo cui un cattivo giudizio sia molto più influente di dieci ottime opinioni.
La pubblicità tradizionale, così affascinante, ricca di significati che ogni epoca porta con sé, è oggi affiancata dall’attività trasversale e innovativa che il web offre: social network e social media sono una grande occasione per essere presenti in maniera attiva, per dialogare cioè con i propri consumatori.
Zooppa è un esempio di come la creazione di contenuti possa essere intesa come nuova forma di pubblicità a tutti gli effetti. La comunicazione vive nel tempo in cui si trova, uscendo dalle rigide gabbie che gli vengono imposte, ma adattandosi all’ambiente che la circonda. E’ per questo motivo che muta così rapidamente, che si sposta di media in media. La comunicazione basata solo sull’autorità della marca, deve fondersi oggi in modo informale con la conversazione consentendo un rapporto più aperto con il consumatore. Un maggior dialogo non può che accrescere la fiducia, e una maggior fiducia è il punto da cui partire per costruire una solida reputazione di marca.
Il concetto non è nuovo, ma le dimensioni di un territorio tanto vasto su cui muoversi, erano fino a dieci (ma anche cinque) anni fa impensabili. La reputazione di un’azienda è data dalla somma degli input recepiti e delle esperienze vissute da tutti colore che vi entrano in contatto. E’ evidente la natura non controllabile, che fa sì che la gestione della comunicazione online (sui social network, o attraverso l’utilizzo di strumenti come Zooppa e altre piattaforme di UGC) sia sempre più rilevante per i grandi brand.
E’ fuori di ogni dubbio che la pubblicità sta cambiando, come sta cambiando tutto il mondo della comunicazione. L’importante è cogliere questo cambiamento, non rimanere ancorati alle vecchie abitudini aspettando che “passi la nottata”: nessuno non vuole più sentirsi un target da colpire, ma piuttosto un partecipante a determinate esperienze.
E’ interessante osservare il modo in cui questo cambiamento viene visto da chi lavora gomito a gomito con i protagonisti dello stesso. Ecco il keynote dei Giovani Imprenditori di Confindustria Trento, e il modo in cui hanno inteso il cambiamento che sta coinvolgendo anche loro.
Siamo nell’epoca della democratizzazione dei contenuti, della condivisione, del file sharing e della presenza a tutti i costi. Zooppa offre alle aziende la grande opportunità di parlare al loro pubblico, di sedersi con la gente e intrattenere un discorso, sta al brand scegliere il tono di voce, sta al pubblico scegliere se alzarsi o stare ad ascoltare.
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