Occhio al brief: Made in Italy!
Hey Zoopper, che rapidità! Siete partiti in quarta con il contest “I love Italian Shoes”… pure troppo! E’ infatti necessario a questo punto della gara un nostro veloce intervento per orientare in modo più preciso la vostra irrefrenabile creatività.
Come sapete questa gara è promossa dall’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Calzaturifici Italiani con la quale siamo costantemente in contatto. Dopo esserci confrontati con il cliente abbiamo deciso di scrivere a integrazione del brief alcune note chiarificatrici di grande importanza.
Attenzione dunque: ANCI è interessata non tanto a promuovere il brand I love Italian Shoes in modo superficiale, ma a trovare la rappresentazione più efficace del Made in Italy, proponendo questo valore come qualcosa in grado di fare davvero la differenza nelle scelte di consumo. E’ necessario quindi un breve lavoro di analisi da parte vostra prima di buttarvi nella creazione dei video, quasi da strategic planners prima ancora che da videomakers.
Cosa vuol dire Made in Italy? E perchè dovrebbe fare la differenza nella scelta di una calzatura? Perchè dovrei preferire una scarpa Made in Italy e non un altro tipo di produzione? Quale vantaggio ne posso trarre? Quale effetto? Quale emozione? Qual è IL valore più efficace e valido nelle associazioni di pensiero che nascono dall’idea di di Made in Italy? Il vostro video dovrebbe partire da queste domande, esplicitando in modo più profondo LA motivazione, emotiva o razionale, che secondo voi fa la differenza positiva sul mercato.
“I love Italian Shoes” pertanto è solo il marchio istituzionale – frutto di una azione che ANCI sta conducendo da anni – associato a questo contest. Giustamente, perchè un video pubblicitario senza un marchio non avrebbe senso (a meno che non sia un teaser…). Ma si tratta pur sempre di un brand che rappresenta un valore, non troverete nessun prodotto o servizio venduto unicamente con questo marchio, al massimo lo troverete in accompagnamento ai brand dei vari produttori.
Pertanto la sua presenza ddeve essere discreta, una veloce firma conclusiva. E’ invece il Made in Italy, il senso del suo differenziale emotivo o razionale, l’obiettivo del vostro messaggio nel minuto secco a vostra disposizione.
E adesso… in bocca al lupo!
P.S. Ricordiamo a tutti che i vostri lavori (video o concept) devono essere espressi obbligatoriamente in inglese. Trattandosi di un contest internazionale è necessaria una lingua comprensibile ovunque nel mondo. Ci disapice, ma tutti i lavori non espressi in inglese dovranno essere cancellati. Buone cose a tutti
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Voglio solo fare notare una cosa: se i lavori sono in brasile, siamo costretti a commentare e postare in brasiliano. Se i lavori sono in USA, siamo costretti a commentare e postare in inglese. Se i lavori sono bilingue (e dunque potremmo essere tutti avvantaggiati) siamo ancora costretti a commentare in inglese. Ora a me non dispiace il fatto che si usi una sola lingua per comunicare, però tutto ciò ha il sapore intenso di una presa di posizione onde favorire le comunità ancora meno diffuse. Perchè allora non eliminare le differenze tra zoppa USA, Zooppa BR, fra poco Zoppa UK e possibilmente Zooppa Fr a vantaggio di un solo ed unico bacino zooppa che crei meno confusione e meno sodalizi etnici? Che ne dite?
Rispondiamo volentieri alla domanda, però non vogliamo che questo svii dal messaggio del topic che è un altro. Eventualmente aprite un topic nel forum. Solitamente le aziende, anche quelle multinazionali, agiscono per paese: le scelte di marketing operativo della Pravettoni Italia differiscono da quelle della Pravettoni USA. Per questo motivo anche Zooppa è divisa per paese, per servire meglio i clienti. E di conseguenza anche gli zoopper, con uno Staff dedicato e la possibilità di usare la loro lingua madre. Un contest lanciato dalla Pravettoni Italia per il mercato italiano non ha senso che non sia commentabile in italiano e rappresentabile nella lingua nazionale. Per permettere anche agli stranieri di lasciare il proprio contributo è accettata una seconda lingua, l’inglese, in quanto considerata internazionale.
I love Italian Shoes, a differenza degli altri, è il primo contest realmente trasversale, perchè ANCI intende rivolgersi a un mercato mondiale. L’unica lingua negli anni 2000 considerata internazionale, che permetta a tutti di capirsi e confrontarsi è l’inglese. Nell’800 era il francese, nel ’500 l’italiano. Magari nel prossimo secolo sarà lo spagnolo. E se ci sarà ancora Zooppa, come speriamo, sarà quella la lingua universalmente accettata in tutte le piattaforme. Adesso però chiediamo a tutti, se volete commentare, di tornare a bomba sul tema-cuore del post.
P.S. In Brasile è ancora possibile commentare o postare lavori in inglese. C’è infatti un’imprecisione nella frasetta sopra lo spazio commenti. Nella pratica però non cancelliamo commenti o lavori in inglese, solo quelli in italiano o altre lingue.
Grazie per la delucidazione, però se ho posto la domanda è perchè in essere c’è un pò di malcontento da parte di molti zooppers, veterani e non, e che da un pò di tempo a questa parte sta creando delle inutili guerre secessionistiche di sfondo etnografico. Nella realtà mia di zoopper (non posso certo farmi carico delle esperienze altrui) sono in contatto e spesso anche semplicemente per un parere con molti zooppers che lamentano quest’aria un pò tesa. Naturalmente non è questo il topic adatto per esprimere al meglio il concetto e nemmeno mi permetterei di prolungare alquanto la discussione proprio perchè “l’orientamento” che state dando in questo topic è di tipo esplicativo rispetto al brief del contest “I LOVE ITALIAN SHOES”. Però spero ne teniate conto delle mie parole affinchè possano giovare alla comunità intera. Chiuso il chiarimento. Grazie ancora per la puntuale risposta che mi ha aiutato a chiarire meglio le volontà dell’ANCI.