Questa pubblicità è una Zooppa fatta in casa. Vostra. – Panorama
Articolo apparso su Panorama.it del 27 marzo 2007
È on line dal primo marzo. Conta già 1.500 visitatori e 10 mila pagine viste al giorno. Si chiama Zooppa ed è una piccola realtà italo-americana che vuole lanciare un nuovo modo di far pubblicità, il “social advertising”. Semplice, divertente e totalmente sul web.
Come? A ogni brand da promuovere è abbinato un concorso: gli utenti devono realizzare e caricare sul sito di Zooppa idee, script o video (di un minuto) per pubblicizzarlo. Gli utenti stessi votano poi il filmato che ritengono migliore. Ai primi tre classificati premi in denaro. Neanche così irrisori: il vincitore del primo concorso sul marchio Havaianas, “Step cakes”, ha guadagnato 1500 dollari. “È una pubblicità partecipativa, non solo per videomaker talentuosi, ma anche per chi vuole semplicemente divertirsi” dice Davide Lombardi ideatore e co-founder di Zooppa, società che ha sede vicino Treviso ed è controllata da HFarm, miniholding per l’innovazione tecnologica fondata da Riccardo Donadon. “È un modo di fare advertising sul web più efficace dei banner pubblicitari: l’utente può divertirsi, e magari guadagnare qualcosa, in un ambiente che anche graficamente induce al gioco. Un web 2.0 all’italiana”. E come dimostra Big Zooppa, bizzarro personaggio che parla un americano alquanto maccheronico e promuove le competizioni attraverso video dimostrativi. Il contest ora aperto è sul navigatore Tom Tom.
Un’ironia che si deduce anche dal nome stesso dell’azienda, Zooppa, un neologismo che storpia il termine “zuppa” (soup) in americano. Perché Zooppa è una sorta di zuppa contenente tante cose, soprattutto ilarità (con sfumature diverse rispetto a iniziative simili come per esempio quelle di Shycast e Brickfish). E se un’azienda volesse usare i video per uno spot in tv? “Non è il nostro obiettivo ma se capitasse ci limiteremmo a mettere la società in questione in contatto con il nostro zoopper“, spiega Davide Lombardi. L’interesse per Zooppa è vivo, soprattutto in Italia, ma anche negli Stati Uniti, in Germania, Turchia e Brasile. Dell’iniziativa si discute anche nella blogosfera.
Ti potrebbe interessare leggere anche:
Lascia un commento
If you want to add comment with your facebook profile:
















Commenti